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a cura di Ermanno


Media & Comunicazione

La preservazione della memoria

n. 107
13 aprile 2010
(data di pubblicazione sul sito)



lo scrittore emiliano Giorgio Bassani, scomparso a Roma nell’aprile del 2000



In questo numero esclusivo de L’Angolo del Webmaster, il critico d’arte e redattore Walter Nicolosi, fine esperto delle vicende legate alla città di Ferrara e all’Emilia Romagna in generale, confeziona un toccante ricordo dello scrittore Giorgio Bassani, indimenticato autore de Il giardino dei Finzi-Contini, nel giorno che segna il decennale della scomparsa dell’ex allievo del Regio Liceo Ginnasio Ludovico Ariosto. (I.D.)


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Giorgio Bassani era nato a Bologna il 4 Marzo 1916 da genitori ferraresi ed è deceduto a Roma il 13 Aprile 2000; trasferitosi con il padre, la madre, il fratello e la sorella a Ferrara all’età di due anni, ha dedicato la sua intera attività letteraria a tale città ed alla sua provincia, cogliendone con acutezza e nitidezza l’essenza più profonda, le peculiarità più fini e le tradizioni culturali e sociali, tramite anche il ricorso a frasi e singole parole espresse in dialetto ferrarese per meglio sottolineare il rapporto diretto con il territorio.

Laureatosi in Lettere nel 1939 presso l’Università degli Studi di Bologna, nel 1940 ha esordito in qualità di scrittore con Una città di pianura, realizzato con lo pseudonimo di Giacomo Marchi poiché, essendo ebreo, non poteva far pubblicare alcunché a causa delle leggi razziali allora in vigore; durante la Seconda Guerra Mondiale è stato incarcerato per sessanta giorni per attività antifascista, poi rilasciato il 26 Luglio 1943, quindi ha aderito alle formazioni partigiane del Partito d’Azione.

Soltanto nel 1945, con Storie di poveri amanti, ha potuto iniziare a firmare con il proprio nome le opere pubblicate e quindi inaugurare ufficialmente, dopo l’esordio ufficioso di cinque anni prima, una gloriosa produzione letteraria di prosatore e di poeta, conclusasi nel 1982 con In rima e senza, che ha portato le sue opere a ricevere prestigiosi riconoscimenti, quali il Premio Strega, il Premio Viareggio, il Premio Campiello, il Premio Veillon ed il Premio Bagutta, il Premio Antonio Feltrinelli nel 1992 attribuito alla sua carriera nonché, come omaggio postumo, il 18 Aprile 2001 gli è stata dedicata la Biblioteca Comunale del quartiere del Barco a Ferrara; nel 1984 ha infine scritto il saggio Di là dal cuore ove ha raccolto i suoi articoli giornalistici di critica letteraria.

Dalle sue opere narrative sono stati tratti tre lungometraggi, La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini nel 1960 dal racconto Una notte del ’43 inserito nelle Cinque storie ferraresi del 1957, Il giardino dei Finzi-Contini di Vittorio De Sica nel 1970 dall’omonimo romanzo del 1962 e Gli occhiali d’oro di Giuliano Montaldo del 1987, adattamento cinematografico della medesima opera letteraria del 1958; Bassani tuttavia ha sempre considerato ogni trasposizione filmica come un’opera a sé stante, svincolata, anche se realizzata con meticolosità, da ogni possibile effettivo riferimento all’omologa romanzesca, poiché riteneva che l’abnorme divario tecnico tra la letteratura e la cinematografia influisse a tal punto da rendere irrimediabilmente differenti i due esiti finali, pur discendendo da una comune origine.

Bassani è stato anche soggettista di La mano dello straniero di Mario Soldati nel 1953 e di I vinti di Michelagelo Antonioni dello stesso anno, oltreché sceneggiatore di Senso di Luchino Visconti del 1954, di La romana di Luigi Zampa, anch’esso del 1954, e di La donna del fiume di Mario Soldati del 1955, ma anche attore cinematografico in Le ragazze di Piazza di Spagna di Luciano Emmer nel 1952 con una breve partecipazione.

Una particolare menzione spetta a Il romanzo di Ferrara, ovvero i cinque romanzi e la raccolta di cinque racconti che costituiscono virtualmente un’unica narrazione unitaria, difatti in ognuno di essi si trova, anche solo citato oppure in un ruolo secondario, almeno un personaggio a sua volta protagonista di un altro dei cinque volumi, prolungando così la dimensione spaziotemporale di ogni libro all’interno degli altri, come se lo scrittore avesse prima proceduto ad una visione d’insieme di un certo gruppo di personaggi interdipendenti per poi andare ad analizzare le caratteristiche salienti e le storie di vita di ognuno, oltreché gli elementi di distinzione rispetto ai criteri sociali istituzionalizzati ed ipostatizzati, partendo però da una comune appartenenza alla medesima città, alla medesima epoca storica, l’Italia fascista, ed alla sussistenza di problematiche tendenti ad escluderli da un rapporto pacifico, sereno e paritario con i concittadini e con la coevità nel suo complesso; Il romanzo di Ferrara è composto da: Cinque storie ferraresi, del 1956, Gli occhiali d’oro, del 1958, Il giardino dei Finzi-Contini, del 1962, Dietro la porta, del 1964, L’airone, del 1968 e L’odore del fieno del 1972.

Non solo nella creatività letteraria e cinematografica si è distinto l’impegno di Giorgio Bassani, difatti egli è stato anche redattore di Botteghe Oscure, dal 1948 al 1953, e di Paragone, dal 1953 al 1956, direttore editoriale della Feltrinelli dal 1956 al 1963, insegnante di Storia del Teatro presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma dal 1957 al 1967, Vicepresidente della Rai (acronimo di Radio Audizione Italiana) dal 1964 al 1970, nonché cofondatore e Presidente di Italia Nostra dal 1956 al 1980, poi da quell’anno Presidente Onorario a vita, proseguendo così nella comunicazione di massa, nell’insegnamento e nell’ambientalismo il suo cimento di intellettuale a favore della preservazione della memoria del passato in ogni suo aspetto, contro le sempre perigliose insidie del revisionismo, del negazionismo e della volontà di dimenticare, od alterare a posteriori, quel che non è commendevole o rispondente alle esigenze di determinate classi dirigenti politiche e culturali dominanti od aspiranti tali; la promozione e l’approfondimento della conoscenza di Giorgio Bassani e del suo pensiero socioculturale è ora affidata alla Fondazione Giorgio Bassani, creata il 14 Aprile 2002 ed ubicata a Codigoro.

Nella narrativa di Bassani l’attenzione è sempre rivolta all’individuo, alle sue afflizioni ed alle differenze economiche, religiose o teoretiche rispetto all’ideologia predominante a sé circostante, che provocano contrasti, assenza di dialogo ed emarginazione inserite nei rispettivi contesti storici, nei quali le singole persone vengono travolte come da una superiore predeterminazione tendente ad allontanarle, a dividerle, e talvolta ad annichilirle, poiché ogni diversione dai dogmatismi e dai precetti dettati da chi detiene un potere autocratico ed incondizionato non soltanto formale ma anche sostanziale, non viene percepita come collaborazione costruttiva al miglioramento della società, bensì è considerata soltanto un’inesplicabile anomalia rispetto all’equilibrio precostituito idealmente su cui si struttura la propria autorità; Giorgio Bassani ha indagato tutti gli ambienti sociali, dal proletariato all’alta borghesia, ed ha sceverato in ognuno le eccellenze, categoria maggioritaria ed inerme governata da una tirannide di evenienze estranee, dalle nefandezze, raggruppamento minoritario, tumultuoso e dispotico che opprime e perturba l’umanità, ma nelle sue azioni ha dimostrato di propugnare con coerenza la piena affermazione della multiculturalità, del pluralismo, della civile convivenza e della valorizzazione delle differenze come strumento di progresso e mai di involutiva contrapposizione permanente.

Walter Nicolosi

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