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a cura di Ermanno


Storie di Sport

Il pattinaggio di figura a 360 gradi

n. 110
4 maggio 2010
(data di pubblicazione sul sito)



gli atleti tedeschi Carolina e Daniel Hermann si esibiscono sul ghiaccio del Palavela di Torino



A meno di cinque anni dal successo delle Olimpiadi invernali, la città di Torino torna protagonista sul parterre sportivo internazionale grazie ai Campionati Mondiali di Pattinaggio di Figura, andati in scena dal 22 al 28 marzo 2010 nell’esclusiva location del Palavela, non senza la prestigiosa complicità dei funamboli del ghiaccio.

In questo numero de L’Angolo del Webmaster, la giornalista e redattrice Silvia Ferrara ci lascia immergere nella trascinante atmosfera che ha avvolto il capoluogo subalpino nei sette giorni di show in grado di risvegliare sia nel fervente appassionato che nel semplice curioso l’ormai storico motto squisitamente torinese: “Passion Lives Here - La Passione Vive Qui”. (I.D.)


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Torino rinasce, sorride.

La città sabauda, considerata da molti un po’ fredda, e non solo per il clima, si riempie di milioni di persone, in parte curiosi di assistere ai Campionati Mondiali di Pattinaggio di Figura e per seguire con devozione la solenne Ostensione della Sindone. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si esprime con tali parole in un telegramma inviato al Comitato Organizzatore della celebre rassegna inauguratasi il 22 marzo: “…Vorrei esprimere il mio vivo apprezzamento per la scelta di collegare l'evento sportivo alle iniziative celebrative dei 150 anni dell'unità d'Italia con cui il Comitato Italia 150 si propone di contribuire alla valorizzazione della storia, dei simboli e dei principi che sostengono il ruolo del nostro Paese nella comunità internazionale”. Il pattinaggio di figura su ghiaccio ha festeggiato il centesimo compleanno dei mondiali a Torino, sulla pista del Palavela, già teatro delle Olimpiadi invernali di Torino. La manifestazione è stata presentata in una cornice inconsueta ed aulica come la sala del Mappamondo alla Camera con il presidente Gianfranco Fini a fare da padrone di casa.

A Torino sono giunti 220 atleti, in rappresentanza di 53 paesi con l’intero podio olimpico di Vancouver: la medaglia d’oro Yu Na Kim, l’argento Mao Asada e il bronzo Joannie Rochette. Per gli atleti ecco Evgeni Pluishenko, secondo posto a Vancouver e il terzo classificato Daisuke Takahashi. Per il pattinaggio di coppia hanno gareggiato Qing Pang e Jian Tong (argento in Canada) e Aljona Savchenko e Robin Szolkowsky, giunti terzi. Per la categoria danza di coppia al Palavela la medaglia d’oro Tessa Virtue e Scott Moir in rappresentanza del Canada, contro il duo Meryl Davis e Charlie White, al secondo gradino del podio ai giochi olimpici di Vancouver. Non per ultima Carolina Kostner.


Carolina Kostner in azione al Palavela di Torino


I movimenti dei pattini sul ghiaccio talvolta appaiono quasi meccanici e sembra che i primi scopritori di pattini e lame di osso di bue e renna siano stati i Vichinghi. Essi erano un buon mezzo di trasporto sulle superfici ghiacciate di fiumi e laghi, la loro efficienza non era tuttavia buona e per aiutarsi essi si avvalevano di bastoni. Successivamente, James, figlio in esilio del re Carlo I, al suo rientro in patria, diffuse il nuovo sport tra i membri aristocratici.

Durante la seconda giornata di gara da rilevare una prova positiva per Federica Faiella e Massimo Scali, coppia che ha regalato momenti di sogno a folte platee. Dopo l'originale della danza, la coppia azzurra si conferma al terzo posto in classifica con un totale di 100.01 punti e rafforza le ambizioni di salire sul podio.
In testa sempre i canadesi Virtue-Moir (114.40), secondi gli americani Davies-White (112.54). La seconda coppia azzurra in gara, quella formata da Anna Cappellini e Luca Lanotte, scende invece dal settimo al decimo posto, con 85.45 punti.
Di certo molte sono state le gare e sarebbe alquanto noioso, visto che i migliori giornali del settore se ne sono occupati parecchio, annoverare classifiche e punteggi; difficile però dimenticare questa:

1. Mirai Nagasu [USA] – 70.40
2. Mao Asada [JPN] – 68.08
3. Laura Lepisto [FIN] – 64.30
4. Carolina Kostner [ITA] – 62.20
5. Ksenia Makarova [RUS] – 62.06
6. Rachel Flatt [USA] – 60.88
7. Yu-Na Kim [KOR] – 60.30
8. Cynthia Phaneuf [CAN] – 59.50
9. Viktoria Helgesson [SWE] – 56.32
10. Julienne Sebestiene [HUN] – 56.10


Lavinia Borromeo, presidente del Comitato Organizzatore dei Mondiali di Pattinaggio di Figura 2010


La dolce espressione di Carolina ha tradito la sua anima. Certo, oltre il movimento, salti, piroette, esercizi fisici, nel pattinaggio artistico c’è molto di più. I gesti, le pose del corpo, regalano al pubblico emozioni suggestive, ma essere dolci non significa essere deboli. Perché la grazia è spesso legata a debolezza? Parole pesanti in varie interviste sono state lanciate addosso alla Kostner, in modo troppo gratuito. Nessuno ha capito che nelle sue espressioni facciali, nel giro di pochi secondi, sono comparse delle ‘microemozioni’ che la maggior parte degli osservatori non riescono nemmeno a cogliere.

Per piacere doveva dunque praticare quella che in gergo psicologico si chiama dissimulazione e dunque fingere un’ espressione spontanea dando spazio a durezza?
Così commenta la campionessa azzurra: “Non avevo mai concluso una gara con il pubblico sino alla fine in piedi. Torino è commovente”.

Silvia Ferrara

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