- L'ANGOLO DEL WEBMASTER

HOME


L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno

ROAD TO SOUTH AFRICA 2010


Storia & Comunicazione

Un Presidente della Repubblica Sudafricana: Frederik Willem de Klerk

n. 111
11 maggio 2010
(data di pubblicazione sul sito)



Frederik Willem de Klerk, presidente del Sudafrica dal 1989 al 1994



L’Africa, e in particolare il Sudafrica, è nuovamente protagonista in esclusiva sulle pagine della rubrica online L’Angolo del Webmaster, dove ad un mese esatto dal pronti-via dei Campionati Mondiali di Calcio edizione 2010 il critico d’arte e redattore Walter Nicolosi si prodiga nell’analizzare una figura chiave dello scenario politico del Paese affacciato sull’oceano Atlantico, ovverosia l’ex Presidente Frederik Willem de Klerk, insospettabile ma risoluto traghettatore in grado di concretizzare il superamento di quella segregazione razziale tristemente nota come apartheid. (I.D.)


________________________________________________

Il 10 Febbraio 1990 è stato graziato Nelson Mandela, carismatico ideologo del partito Africa National Congress, condannato all’ergastolo il 12 Giugno 1964 per i reati di sabotaggio e cospirazione: egli ha sempre rivendicato la veridicità del primo capo d’imputazione, mentre ha respinto fermamente il secondo; scarcerato il giorno successivo, deve il meritorio atto di clemenza a Frederik Willem de Klerk, allora Presidente della Repubblica Sudafrica.

A tale carica de Klerk era stato eletto cinque mesi prima, il 6 Settembre 1989, con un programma di governo marcatamente riformista, caratterizzato da un realistico e pervicace decisionismo che, dopo la sua nomina a Presidente del conservatore e nazionalista National Party avvenuta in quello stesso anno, aveva provocato aspri dissensi all’interno della suddetta compagine politica e soprattutto con Pieter Willem Botha, Presidente della Repubblica, che difatti avrebbe poi rassegnato le dimissioni il 3 Agosto 1989, causando così il ricorso alle elezioni anticipate, precedute da un periodo di transizione in cui de Klerk ha svolto le funzioni di Presidente dell’Assemblea Nazionale, sin dal 1986, Ministro della Pubblica Istruzione, già dal 1984, Presidente del National Party e Capo dello Stato ad interim.

L’azione governativa di de Klerk durante il quinquennio trascorso come massima autorità repubblicana è stata totalmente votata all’abolizione dell’apartheid (in afrikaans: separazione), ovvero il segregazionismo razziale imposto dallo Stato, i cui prodromi risalgono al 1923, ma ufficializzato e regolamentato con rigore formale ed organizzativo nel 1948: esso consisteva nell’istituzione di interi quartieri urbani, enti, mezzi e luoghi pubblici destinati a persone di etnia europea, per nascita od origine, ed i rispettivi omologhi per i discendenti dei nativi africani, e dal 1956 anche per gli asiatici, la revoca per essi dei diritti civili e politici, oltre alla creazione delle Homelands, nel Sud, e, nel Nord, dei Bantustans, territori formalmente autonomi, ma di fatto controllati e gestiti dalle autorità governative all’interno dei quali sono stati deportati e ghettizzati incolpevoli cittadini sudafricani aventi ascendenze autoctone; inoltre, per reprimere l’opposizione interna all’apartheid è stata quindi sancita la possibilità di scioglier d’imperio, in forza di parametri di legge arbitrari, ogni formazione politica considerata comunista, e dunque eversiva, come è avvenuto per un partito realmente marxista, il South African Communist Party, ma anche per raggruppamenti socialisti, rei invero di opporsi al segregazionismo, quali l’Africa National Congress e il Pan African Congress.

Tra il 1990, con la liberazione di Nelson Mandela, ed il 1994, anno dello svolgimento delle prime libere e democratiche elezioni a suffragio autenticamente universale, Frederik Willem de Klerk ha destrutturato l’apartheid, ormai divenuto insostenibile e controproducente non soltanto per motivazioni etiche e morali, ma soprattutto per il boicottaggio economico internazionale verso la Repubblica Sudafricana che stava portando il Paese alla sostanziale paralisi dell’economia, nonostante la presenza in loco di ricchi giacimenti auriferi, diamantiferi e uraniferi, di qualificate eccellenze scientifiche, dimostrate dal primo trapianto di un organo umano, il cuore, della storia universale eseguito dal sudafricano Christiaan Barnard il 3 Dicembre 1967 presso il Groote Schur Hospitaal di Città del Capo, e di una radicata sensibilità per la tematica della difesa dell’ambiente, della flora e della fauna, testimoniata dalla presenza di venti parchi nazionali istituiti sul territorio quando in numerosi altri Stati africani si stava invece procedendo ad indiscriminati disboscamenti ed altre gravi lesioni ambientali, peraltro senza apportare un fattivo progresso economico e sociale alle zone interessate.

Insieme alle problematiche economiche, l’apartheid era divenuto assai complesso da gestire a causa dei sempre più frequenti atti di ribellione delle popolazioni discriminate, dalla sconfitta del medesimo apparato segregazionista nel limitrofo Zimbabwe nel 1979, all’epoca avente la denominazione britannica di Rhodesia, dopo una guerra civile, ma soprattutto per il progressivo abbattimento del Muro di Berlino, iniziato il 9 Novembre 1989 e terminato il 3 Ottobre 1990, il conseguente smantellamento del Patto di Varsavia e, tranne che nell’autoproclamata Repubblica Federale di Iugoslavia, la destituzione dei regimi comunisti nell’Europa orientale che ha annientato l’ultimo pretesto su cui si reggeva il potere discriminatorio sudafricano, ossia quello di efficace baluardo del capitalismo contro la penetrazione sovietica nell’instabile continente africano, ragion per cui la Repubblica Sudafricana deteneva anche il dominio, con relativa applicazione dell’apartheid, della Namibia, resa indipendente il 21 Marzo 1990 in ottemperanza agli accordi di pace stipulati con le Nazioni Unite il 22 Dicembre 1988.

Mentre terminava il cosiddetto equilibrio atomico nato al termine della Seconda Guerra Mondiale, Frederik Willem de Klerk operava la dissoluzione del pluridecennale assetto politico e sociale del proprio Paese, impresa che gli è valsa nel 1993 il Premio Nobel per la Pace insieme a Nelson Mandela, e mutava la denominazione del suo partito in New National Party per segnalare un rinnovamento nella continuità dell’ultimo lustro necessario per poter essere ancora un autorevole protagonista nelle fondamentali scelte di uno Stato in via di ricostruzione sociale, a cui ha attivamente partecipato come Vicepresidente della Repubblica, ruolo assegnato anche a Thabo Mbeki, dal 1994 al 1996, quando si è dimesso, il 30 Giugno di quell’anno, dall’incarico perché non condivideva l’azione di alcuni settori minoritari ma importanti della coalizione di governo, tesa a favorire un determinato revisionismo culturale, culminato con la volontà di mutare il nome della Capitale Amministrativa Pretoria nello zulu Tshwane, nonché all’insufficienza dei provvedimenti volti al contenimento di due tematiche in aumento esponenziale, ovverosia la criminalità, che in seguito mieterà tra le sue vittime anche la prima moglie di de Klerk, Marika Willemse, e la diffusione dell’Aids.

Nel 1997, lasciando la Presidenza del New National Party, Frederik Willem de Klerk, nato a Johannesburg il 18 Marzo 1936, si è ritirato dallo scenario politico nazionale dopo esserne stato coinvolto sin dal 1972, dapprima soltanto come Deputato, dal 1978 al 1989 anche come Ministro, alternativamente, di Poste, Telecomunicazioni e Lavoro, di Sport e Spettacolo, di Ambiente ed Attività Minerarie, di Energia e Miniere, degli Affari Interni ed infine della Pubblica Istruzione; è discendente di una famiglia di statisti, in quanto figlio di Jan de Klerk, ex Presidente del Senato della Repubblica, e nipote di Johannes Gerhardus Strijdom, ex Primo Ministro.

In seguito de Klerk si è impegnato nel perseguimento della pace e nella lotta al sottosviluppo nel mondo, difatti è, dal 2000, fondatore e Presidente della Frederik de Klerk Foundation e cofondatore e Presidente della Global Leadership Foundation, nata nel 2004, entrambe ideate per promuovere una solidale ed autentica risoluzione delle principali controversie internazionali e nazionali, ed anche per una più collegiale e partecipata gestione realmente globale delle gravi emergenze che affliggono l’umanità, dall’estrema povertà, alle epidemie ai mutamenti climatici.

Nel 1999 de Klerk ha scritto la sua autobiografia politica, intitolata The last trek. A new beginning (in italiano: L’ultimo arduo percorso. Un nuovo inizio), redatta in inglese, indi tradotta nelle altre dieci lingue ufficiali sudafricane, esponendovi l’itinerario storico che ha portato alla demolizione dei precedenti massimi sistemi sudafricani ed alla creazione di quelli nuovi, ma ha altresì espresso critiche costruttive al modo di affrontare le molteplici questioni sociali nate dopo le elezioni del 27 Aprile 1994 ed al revanscismo di alcuni gruppi oltranzisti, ultraconservatori e progressisti minimalisti, che sta rischiando di condizionare la politica interna sino al punto di tornare a contrapposizioni e conflitti, non solo ideologici, da non rievocare assolutamente, né con i discorsi né con azioni concrete, pena la regressione del Paese ad una grave ingovernabilità ed all’anarchia, proprio mentre la Repubblica Sudafricana è membro del G20, organismo creato nel 1999 dalle venti maggiori economie industriali, può partecipare e concorrere liberamente a tutte le competizioni sportive senza restrizioni e concentra su di sé l’attenzione internazionale dovuta ai Campionati Mondiali di Calcio del 2010 a riprova della fiducia nelle sue potenzialità di sviluppo e di affidabilità.

L’auspicio di Frederik Willem de Klerk e di Nelson Mandela è quello di una Repubblica Sudafricana ove siano superate definitivamente le tensioni, le incomprensioni e le discriminazioni istituzionalizzate per divenire un esempio di pacifica e solidale convivenza unita allo sviluppo sostenibile da poter indicare come via prioritaria a quei Paesi africani che sono tuttora sconvolti da guerre civili, faide etniche e religiose, autoritarismi e neocolonialismo.

Walter Nicolosi

________________________________________________



PAGINA PRECEDENTE

vai a Bibliografia di Walter Nicolosi

vai a Redattori L'Angolo del Webmaster

Ti è piaciuto questo numero? Scrivi un commento!

| HOME | CRITICA | RICONOSCIMENTI | ESPOSIZIONI | GALLERIA OPERE |

| SPECIALI | INTERVISTE | PUBBLICAZIONI | VIDEO | CONTATTI |

| L'ANGOLO DEL WEBMASTER | SCRIVI PER L'ANGOLO |

| A VELE SPIEGATE |

| SFONDI GRATIS PER DESKTOP | SITI CONSIGLIATI |

Firma e/o Leggi il nostro GUESTBOOK!

entra nel nostro FORUM