|
|---|

L'avvenimento mi permette di evidenziare in poche righe il particolare rapporto che ci lega e ci ha sempre legato al settimanale della Disney di cui, non ho alcun timore a scriverlo, sono io stesso un "vecchio" lettore! In “Topolino”, se mi si vuole passare il confronto, vedo una pò quello che da decenni vuole essere il nostro messaggio, o per meglio dire la nostra filosofia, non solo nell'accostarci all'affascinante mondo dell'arte figurativa ma anche nel nostro vivere quotidiano. Una visione del mondo pura ed essenziale, direi goliardica, che vede l'arte come un fantastico mezzo per arrivare dritti al cuore del pubblico attraverso una semplicità e una schiettezza (in campo artistico oltrechè nei rapporti interpersonali) che, lo dico senza falsa modestia, sono le nostre principali prerogative, oserei dire la base del nostro lavoro. Perchè, mi preme ricordarlo, la missione di chi fa e vive d'arte dovrebbe essere quella di vedere il mondo con gli occhi incantati di un bambino, sempre pronto a sognare senza vergogna alcuna, col desiderio di estraniarsi, magari anche solo per qualche istante, da quegli inevitabili problemi che ci assalgono nella società contemporanea. Mi riferisco ovviamente alla frenesia, all'ansia che quasi ogni giorno ci angustia mentre ci rechiamo sul posto di lavoro, a quello stress che di questi tempi ci si appiccica addosso con inusitata facilità. Quale "cura" proporre a chi se la sente di condividere i propri pensieri e i propri sogni con l'umanità?
Una tela per guardare oltre, per poter viaggiare anche solo col pensiero e creare scenari non più impossibili in quell'inimbrigliabile contenitore che è la nostra mente. Grazie a questo i fruitori dell'opera d'arte, o se preferite il pubblico, rivivrà quella stessa emozione che l'artista aveva per primo avvertito durante la composizione pittorica.
“Topolino”, dal 1938 ad oggi, è rimasto sempre lo stesso, con i suoi ideali, i suoi spassosissimi personaggi e l'obiettivo di condurre per mano i bambini e gli "eterni bambini" convincendoli a non smettere mai di credere nelle favole. Un modo spensierato di approcciarsi alle cose del mondo che, giuro, sarei felice mi accompagnasse per tutta la vita...!
Il Direttore