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a cura di Ermanno


Media & Comunicazione

Il cinema di Bud Spencer e Terence Hill, un libro ne celebra i successi

n. 13
18 maggio 2006
(data di pubblicazione sul sito)



Bud e Terence versione anni Settanta, Bud e Terence versione anni Novanta:
tra queste due immagini ci sono quasi vent'anni di differenza, il tempo è passato ma la freschezza del duo è rimasta immutata



Nel mondo del cinema, a partire dalla sua invenzione ad opera dei fratelli Lumière, nel corso degli anni sono stati sperimentati i generi più disparati, dalle prime comiche del cinema muto fino ad arrivare alla commedia, al giallo, all’avventuroso, al western e così via. Importanza fondamentale ha avuto la cosiddetta commistione dei generi, dal momento che una commedia può facilmente definirsi commedia d’azione o commedia sentimentale in base alla sua trama e ai suoi contenuti, allo stesso modo è possibile parlare di western comico, di film giallo d’avventura o, perché no, avventuroso in costume. Risulta infatti difficile attribuire ad un film una sola etichetta, o un unico genere se preferite, tanto è vero che, volendo fare un esempio, il film “I ponti di Madison County” magistralmente diretto e interpretato dal grande Clint Eastwood, non può a mio parere essere archiviato come “commedia”, ma è forse più appropriato parlare di “commedia sentimentale” o “commedia psicologica” in quanto tende a scavare nella vita dei suoi protagonisti, nello specifico la bravissima Meryl Streep e lo stesso Eastwood.

E’ proprio attraverso la commistione dei generi che prende vita il cinema di Bud Spencer e Terence Hill. Ci tengo ad evidenziare il passaggio “cinema di Bud Spencer e Terence Hill” in quanto i due attori, ovviamente non senza l’indispensabile contributo di registi e sceneggiatori che ne hanno intuito ed esaltato le doti recitative, sono stati capaci di crearsi un genere tutto loro, un genere che è nato con loro e si è concluso al momento della loro separazione. Non più cinema comico, cinema western, cinema avventuroso, più semplicemente “cinema di Bud Spencer e Terence Hill” a base di scazzottate incruente, sane risate, buoni sentimenti e soprattutto abolizione tassativa di ogni volgarità.

Bud Spencer, vero nome Carlo Pedersoli, nasce nell'ottobre 1929 a Napoli. Atleta di buon livello, pratica il nuoto e partecipa alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e alle Olimpiadi di Melbourne del 1956. Sin dagli anni Cinquanta si avvicina al cinema e appare in film, sebbene di una certa importanza, in ruoli da comparsa. L’occasione della vita gli arriva quando, dopo un breve soggiorno in Sudamerica, rientra in Italia e riceve l’offerta di girare uno spaghetti western, “Dio perdona…io no!”, diretto da Giuseppe Colizzi. Il film esce nel 1967. Con “Dio perdona…io no!” Carlo Pedersoli assume il nome d’arte di Bud Spencer e recita per la prima volta in un ruolo di coprotagonista insieme ad un certo Mario Girotti, da questo film Terence Hill. Inizia così un lungo e proficuo sodalizio che si chiuderà, almeno provvisoriamente, nel 1986 con il poliziesco tutto azione e divertimento “Miami Supercops”, per poi riprendere una tantum nel 1994 con il western “Botte di Natale”. Paradossalmente Bud Spencer, che da Colizzi inizialmente era visto come un’ottima spalla del protagonista Terence Hill, ha avuto più occasioni rispetto all’amico e partner di mille avventure di girare film senza il partner abituale. Mi riferisco soprattutto ai memorabili “Lo chiamavano Bulldozer”, “Banana Joe”, “Bomber” e anche ai due episodi dello “sceriffo extraterrestre”, film tuttora ben presenti nella mente degli appassionati.

Terence Hill, all’anagrafe Mario Girotti, nasce nel marzo 1939 a Venezia, figlio di padre italiano e madre tedesca. Trascorre gran parte dell’infanzia in Germania, anche lui è uno sportivo, pratica il nuoto come il suo futuro collega Bud Spencer, la corsa e la ginnastica artistica che sicuramente gli sarà molto utile per risultare più credibile nei panni del ragazzo svelto e altrettanto scaltro al fianco del grosso, burbero e indolente compagno d’avventure. Hill, come Spencer, inizia a lavorare nel cinema in piccoli ruoli a partire dai primi anni Cinquanta. Sul finire del decennio è però già un protagonista, gira infatti diversi film ispirati da canzoni dell’epoca, tipo “Guaglione” e “Cerasella”. Negli anni Sessanta torna in Germania dove si stanno girando i primi western europei, quindi nel 1967 è casualmente protagonista de “Dio perdona…io no!”, scelto dal regista Giuseppe Colizzi per sostituire un altro attore infortunatosi sul set. Insieme a lui Bud, in perfetta antitesi fisico-caratteriale con Terence, al suo primo ruolo importante, sebbene un po’ in ombra rispetto al personaggio di Hill. A “Dio perdona… io no!” seguono altri due western diretti da Colizzi, “I quattro dell’Ave Maria” e “La collina degli stivali”, finché, nel 1970, esplode per davvero la Bud e Terence mania con il campione d’incassi “Lo chiamavano Trinità”. Nei primi anni Settanta Terence si trasferisce negli Stati Uniti, mecca del cinema mondiale, tuttavia, incredibile a dirsi, faticherà non poco per trovare ruoli a lui congeniali. Nel 1973 esce “Il mio nome è Nessuno”, un capolavoro western sapientemente diretto da Tonino Valerii con la supervisione, impossibile non notare la sua mano, dell'indiscusso maestro del western "made in Italy" Sergio Leone.
Nel 1977 Hill è protagonista dell’action movie “Mister Miliardo” che, grazie alla presenza dell'attrice Valerie Perrine, in alcuni frangenti strizza l'occhio alla commedia sentimentale. Negli anni Ottanta si ricordano, per quanto riguarda il solo Terence, “Poliziotto superpiù” e “Renegade – Un osso troppo duro”, dove l’attore ripropone con successo il personaggio che l’ha reso famoso al fianco di Bud Spencer.

Nell’aprile 2006 esce per la Casa Editrice "Un mondo a parte" il libro “…Altrimenti ci arrabbiamo! Il Cinema di Bud Spencer e Terence Hill” a cura di Marcello Gagliani Caputo che rinverdisce i fasti della coppia più famosa del cinema nostrano ripercorrendone vita e carriera dagli inizi ad oggi. Un libro attesissimo, almeno per tutti gli appassionati dei film della coppia, andato in cantiere nel 2003 ma terminato soltanto nei primi mesi del 2006. All’interno, la prefazione eseguita dallo stesso autore, nato guarda caso nello stesso anno in cui uscì nelle sale italiane quel “…Altrimenti ci arrabbiamo!”, memorabile film diretto da Marcello Fondato, ulteriore testimonianza dell’indissolubilità della coppia Spencer-Hill anche al di fuori degli spaghetti western. Molto curate le interviste, quella a Bud Spencer, al caratterista e maestro d'armi Sal Borgese, al regista di “…Altrimenti ci arrabbiamo” Marcello Fondato e allo sceneggiatore di questo stesso film Francesco Scardamaglia. Peccato manchi l’intervista a Terence Hill, tuttavia lo stupore per tale mancanza è se non altro attenuato dalla presenza di un capitolo dedicato al "Terence Hill pensiero" con diverse dichiarazioni da lui rilasciate attraverso le quali si possono facilmente capire le sue idee, sia dal punto di vista dell’uomo che dal punto di vista dell’attore. Caputo propone in modo assolutamente esauriente, titolo dopo titolo, tutti i film girati in coppia da Bud e Terence, da “Dio perdona…io no!” del 1967 a “Botte di Natale” del 1994. Ad ogni film corrisponde la relativa scheda con nome del regista, degli attori, informazioni sulla produzione, trama e critica tratta sia da giornali dell’epoca che da recentissimi dizionari del cinema. Non manca un dettagliato profilo di Bud Spencer e Terence Hill “solisti”, cui si aggiunge un capitolo sulla separazione della coppia, subito dopo “Miami Supercops”, fino al riavvicinamento al western, quasi dieci anni dopo il loro ultimo film insieme, con “Botte di Natale”. Da segnalare anche il capitolo riservato a registi, attori, musicisti e doppiatori, coinvolti, chi più e chi meno, nella carriera cinematografica del duo. Chiude l’opera una sezione riservata a termini e frasi prese direttamente dai film di Spencer e Hill ed elaborate dall’autore in collaborazione con il sito www.budterence.tk (tutto in italiano!) gestito dai fans della coppia. Ad impreziosire il tutto la galleria fotografica di Bud e Terence, peccato solo per l'assenza di foto a colori. Ciò che conta comunque è la sostanza e credo che con questo suo nuovo libro l'autore possa autorevolmente affermare di essere riuscito nell'intento di soddisfare i palati più raffinati portando alle attenzioni del pubblico, in modo completo ed elegante, un’opera, una delle poche esistenti al mondo,interamente dedicata a due fantastici attori, inventori di un genere cinematografico tutto loro, quali Bud Spencer e Terence Hill. Desidero quindi, in qualità di "vecchio" fan della coppia oltrechè di curatore della presente rubrica, fare i miei più sinceri complimenti a Marcello che, nel confezionare un ottimo prodotto editoriale, ha avuto il coraggio di scrivere un libro su Bud Spencer e Terence Hill, scelta questa che forse molti altri autori non avrebbero nemmeno preso in considerazione. Onore quindi a Marcello anche perché, questo è il mio credo, in ogni cosa bisogna cercare di distinguersi e lottare fino in fondo affinché i propri progetti vadano in porto, a costo di risultare impopolari…!

Bè, che altro potrei aggiungere? Passo parola al libro di Marcello Gagliani Caputo per un'analisi approfondita sulle vicende dei due attori e sul contesto socio-economico in cui si affermò il loro incredibile (e per molti ancora inspiegabile) successo. Mi permetto soltanto di suggerire a chiunque abbia apprezzato e apprezzi tuttora il cinema di Bud Spencer e Terence Hill di non lasciarsi sfuggire questo libro... altrimenti si arrabbiano!

Il Direttore


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