- L'ANGOLO DEL WEBMASTER

HOME


L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


Storie di Sport

Souvenir de l'Allemagne

n. 15
12 luglio 2006
(data di pubblicazione sul sito)



il giorno seguente la finale dei Mondiali Germania 2006 il quotidiano "La Stampa" dedica la prima pagina alla Nazionale Italiana di Calcio...
i Campioni siamo Noi!



Al diavolo Calciopoli. Domenica 9 luglio 2006 alle ore 22.41 l’Italia batte la Francia ai rigori e si riprende quel titolo di Campione del Mondo a dodici anni da Usa 1994 quando il Brasile ci rispedì a casa vincendo la lotta di nervi che è la sfilata dei tiri dal dischetto. Italia-Brasile a Usa 1994 è stata la nostra ultima finale disputata in un Mondiale fino ad Italia-Francia andata in scena a Germania 2006. Tra i Mondiali di Usa e quelli di Germania, tante speranze e altrettante delusioni. A Francia 1998 i padroni di casa spezzano il sogno italiano nei quarti di finale, guarda caso sempre ai rigori, dopo una partita terminata sullo 0-0. Italia fuori, la Francia sarà Campione del Mondo. A Giappone e Corea 2002 finisce peggio, eliminati agli ottavi di finale da una Corea del Sud in stato di grazia.
Finalmente, Germania 2006. Eppure la strada verso la rivincita è tutta in salita. Nel Campionato Italiano di Calcio scoppia lo scandalo delle intercettazioni telefoniche e delle presunte partite truccate, noti ed influenti personaggi finiscono alla sbarra, su alcune delle squadre più amate incombe l’incubo della retrocessione nelle serie minori. Nazionale Italiana allo sbando? Nemmeno per idea, i ventitré Azzurri convocati per i Mondiali di Germania 2006 approdano in terra tedesca e mostrano al mondo come si gioca il “calcio pulito”.
La mente ritorna a Spagna 1982. In quella edizione dei Mondiali di Calcio l’Italia affrontò in finale la Germania imponendosi con prepotenza per 3-1. Era l’Italia dei Paolo Rossi, dei Marco Tardelli, degli Antonio Cabrini, dei Franco Causio, dei Dino Zoff ma anche di Enzo Bearzot commissario tecnico della Nazionale e uomo di riferimento per gli Azzurri autori di una memorabile impresa. Il digiuno dell’Italia ai Campionati del Mondo si interrompe a Germania 2006. Ventiquattro anni e cinque Mondiali dopo il liberatorio urlo di Tardelli, momento-simbolo di Spagna 1982. All’epoca, prima di partire per i Mondiali, l’Italia era stata scossa da un altro scandalo, lo scandalo del calcio scommesse che coinvolgeva diversi giocatori della Serie A. Manco a dirlo, anche a Spagna 1982 l’Italia non poteva certo essere annoverata tra le favorite per il successo finale. Situazione non molto diversa quella di Germania 2006, con l’Italia corrosa dagli scandali del suo calcio e indicata da più parti alla vigilia come squadra distrutta psicologicamente e ormai sbugiardata in mondovisione. Esperti e addetti ai lavori scommettono sul Brasile già penta-campeao. Ma nella prima fase dei Mondiali la Seleçao mostra impietosamente tutti i suoi limiti. Non diverte, anzi annoia anche i suoi tifosi, eppure vince le prime tre partite contro formazioni certo non di primo livello. I verdeoro hanno la meglio sul Ghana agli ottavi, nella successiva partita però i nodi vengono al pettine tanto che la Francia infligge loro una dura punizione. Brasile fuori da Germania 2006 e tifosi carioca disperati. A ben impressionare sono soprattutto la Germania, il Portogallo, l’Inghilterra, l’Argentina e in modo forse più tiepido l’Italia. Nella prima fase l’Italia ottiene due vittorie (2-0 in apertura col Ghana e 2-0 con la Repubblica Ceca) e un pareggio (1-1 con gli Stati Uniti). Passato il turno, agli ottavi si trova davanti la rivelazione Australia allenata dallo stratega Hiddink. L’Italia soffre, alla fine comunque risolve Totti su calcio di rigore all’ultimo minuto di recupero del secondo tempo. Un sospiro di sollievo. Ma siamo già ai quarti di finale, la sfida è tra Italia e Ucraina. L’Italia di Luca Toni contro l’Ucraina di Andriy Shevchenko. Stavolta la musica è diversa, la nostra Nazionale imposta la partita a suo piacimento e vince per 3-0 senza che le prodezze dell’ormai ex milanista Shevchenko possano servire a qualcosa. Semifinale. Italia-Germania, un match da far tremare i polsi. Si comincia a fare sul serio. La Germania ha il vantaggio di giocare in casa ed è l’indiscussa favorita anche per ciò che ha fatto vedere nelle precedenti partite. I primi novanta minuti di gioco sono caratterizzati da un perfetto equilibrio tra le due squadre, ai supplementari la stanchezza si fa sentire da ambedue le parti ma è l’Italia che sa concretizzare le sue occasioni. Finisce 2-0 per noi con goal di Del Piero e di Grosso. Gli italiani, scherniti dagli ultrà tedeschi e battezzati come “pizzaioli”, lasciano l’ultimo verdetto al campo senza ribattere alle provocazioni… per la Germania la pizza è servita, la squadra guidata da Klinsmann si congeda dai Mondiali mentre l’Italia ritrova una storica finale.

Domenica 9 luglio 2006, tutti pronti per Italia-Francia all’Olympiastadion di Berlino, dopo che i bleu si sono sbarazzati del Portogallo nell’altra semifinale. Senza scuse, un vincitore e un vinto come in ogni confronto sportivo che si rispetti. All’avvio l’Italia, che dopo una prima fase abbastanza “easy” e qualche tentennamento di troppo agli ottavi aveva disputato alla grande i quarti e la semifinale, subisce dalla formazione transalpina.
Sfide parallele: Toni e Zidane, Cannavaro e Thuram, attacco-difesa e difesa-attacco in una partita che vale da sola un intero Mondiale. Al settimo minuto l’Italia va sotto di un goal e le premesse non sono buone. A segno Zidane, un brutto cliente per gli italiani, su un rigore frutto di una ingenuità da parte della nostra formazione. L’Italia reagisce subito e dopo diciannove minuti si riporta in corsa per la vittoria. Goal di testa per Marco Materazzi, Italia-Francia 1-1, si ricomincia da capo. Nel primo tempo l’Italia ha alcune buone occasioni per portarsi in vantaggio ma non le sfrutta.
Il secondo tempo è quasi un monologo della Francia, sempre protesa nella metà campo italiana, che tuttavia si difende con intelligenza e coraggio.
Ai supplementari il risultato non si sblocca, da segnalare la “testata” del tutto gratuita rifilata da Zidane al nostro Materazzi. Espulsione meritata per l’inqualificabile Zizou e Francia che rimane in dieci uomini. La partita però è agli sgoccioli, si va ai rigori. I nostri non sbagliano un penalty, Trezeguet invece colpisce in pieno la traversa e la festa tutta italiana può cominciare. Nelle case, nei locali e soprattutto nelle piazze davanti ai maxischermi. A Torino si è festeggiato in Piazza San Carlo e Piazza Solferino, punti strategici per quanto riguarda le “notti mondiali” della città sabauda. A darci la certezza della vittoria il rigore, impeccabile, tirato da Grosso, ragazzo prodigio che insieme a Buffon, Cannavaro, Camoranesi, Gattuso, Pirlo, Toni, Totti, Inzaghi e Del Piero rimarrà impresso nella memoria come uno dei giocatori chiave dei Mondiali di Germania 2006.
Italia-Francia 6-4, ai Mondiali 1998 festeggiarono i francesi, stavolta tocca a noi. Destino ha voluto, ancora ai rigori. Meglio così, chissà che grazie a questa vittoria riusciremo a toglierci l’incubo dei tiri dal dischetto che ci accompagnava dalla finale di Usa 1994.

Al diavolo Calciopoli. Grazie Azzurri per questo quarto Campionato del Mondo conquistato dopo quelli del 1934, del 1938 e del 1982.
Gli scandali che dovevano indebolirci ci hanno invece rafforzato. Il calcio italiano uscirà forse profondamente cambiato a causa di questi tristi avvenimenti, ora però tutto suona diverso, perché esso non morirà. Fratelli d'Italia, adesso più che mai, con una dedica speciale a Gianluca Pessotto. Chi ha sbagliato pagherà e chissenefrega, sarà l’occasione giusta per dare una bella ramazzata di scopa atta a liberarsi dei parassiti che si sono permessi di tramare contro un Campionato di Calcio, quello italiano appunto, unanimemente considerato tra i più competitivi al mondo.
Inutile a mio modo di vedere far retrocedere le società in Serie B o Serie C, meglio far retrocedere certi individui dietro le sbarre se veramente hanno qualcosa di sporco sulla coscienza. Inutili e dannosi per il nostro calcio i proclami di taluni elementi che pretenderebbero venissero tolti gli scudetti a questa o quella squadra. “Tagliate” le teste, che tutto torni come prima e nessuno parli più. Adesso il nostro calcio ha soprattutto bisogno di stabilità. E la vittoria degli Azzurri è la medicina che ci vuole.

Frassoni Arte partecipa alla gioia di tutti gli italiani per la strepitosa vittoria della Nazionale Azzurra al Campionato del Mondo Germania 2006.
Reputo pertanto doveroso riportare, in ordine alfabetico, i nomi dei ventitré giocatori Campioni del Mondo a Germania 2006 allenati da Marcello Lippi, erede naturale di Enzo Bearzot.
AMELIA Marco; BARONE Simone; BARZAGLI Andrea; BUFFON Gianluigi; CAMORANESI Mauro; CANNAVARO Fabio; DEL PIERO Alessandro; DE ROSSI Daniele; GATTUSO Gennaro; GILARDINO Alberto; GROSSO Fabio; IAQUINTA Vincenzo; INZAGHI Simone; MATERAZZI Marco; NESTA Alessandro; ODDO Massimo; PERROTTA Simone; PERUZZI Angelo; PIRLO Andrea; TONI Luca; TOTTI Francesco; ZACCARDO Cristian; ZAMBROTTA Gianluca.

Il Direttore


PAGINA PRECEDENTE

Ti è piaciuto questo numero? Scrivi un commento!

| HOME | CRITICA | RICONOSCIMENTI | ESPOSIZIONI | GALLERIA OPERE |

| SPECIALI | INTERVISTE | PUBBLICAZIONI | VIDEO | CONTATTI |

| L'ANGOLO DEL WEBMASTER | SCRIVI PER L'ANGOLO |

| A VELE SPIEGATE |

| SFONDI GRATIS PER DESKTOP | SITI CONSIGLIATI |

Firma e/o Leggi il nostro GUESTBOOK!

entra nel nostro FORUM