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L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


In Cronaca

Eppur si muore

n. 22
18 gennaio 2007
(data di pubblicazione sul sito)



l'Iraq sarà anche stato liberato, come il signore qui ritratto spesso ama asserire, ciononostante a Baghdad e dintorni si continua a morire



Devo ammetterlo, non amo particolarmente dibattere di argomenti politici, soprattutto in questa sede, dove il rischio di essere male interpretati è piuttosto alto. Dal momento che però risulta forse ancora più difficile affrontare la questione vis à vis, considerate le probabili differenze di vedute rispetto ad amici e conoscenti, ritengo più saggio condividere i miei pensieri, senza mai abbandonare il dovuto aplomb che il tema trattato richiede, con il variegato popolo di Internet, nelle disinibite (!) vesti di curatore della presente rubrica.

Ripercorriamo insieme, molto brevemente, i fatti più recenti che hanno visto coinvolto, direttamente od indirettamente, l'uomo sopra rappresentato in fotografia. Il 5 novembre 2006 Saddam Hussein, presidente dell'Iraq dal 1979 al 2003, viene condannato a morte. Scoppiano, giustamente, un mare di polemiche in ogni parte del globo. Fino a quando, siamo al 26 dicembre 2006, la condanna a morte viene confermata dalla Corte d'Appello. Ancora polemiche, mentre, da una parte e dell'altra, si schierano favorevoli e contrari. All'alba del 30 dicembre 2006, durante la Id al-adha, festa del sacrificio celebrata annualmente dalla comunità islamica, Saddam Hussein, eliminato politicamente nel 2003, viene tolto di mezzo fisicamente tramite impiccagione. Le ultime immagini del rais che, con una corda al collo, rifiuta il cappuccio nero dei condannati prima del barbaro rituale rimarranno stampate, indelebili, in tutti i libri di storia, un pò come avvenne per le altrettanto orride istantanee raffiguranti Nicolae Ceausescu nel 1989, in Romania, riverso a terra dopo l'esecuzione avvenuta ad opera della sua stessa polizia. Tra la fine di Ceausescu e la fine di Saddam sono trascorsi diciassette anni, le condizioni attraverso cui si è arrivati al verdetto finale appaiono completamente diverse, eppure la sostanza non cambia. L'imperturbabile George, evidentemente sovraeccitato dall'aver rivisto in video le immagini dell'esecuzione, dichiara al mondo che GIUSTIZIA E' STATA FATTA. Dopo qualche ora corregge il tiro e, forse consapevole di aver esagerato (capita anche a lui, sapete?), afferma che l'impiccagione poteva essere eseguita prestando più attenzione ai particolari. Vero, anzi sacrosanto... perchè non offrire un bel caffè con biscotti al condannato?
E magari, in sostituzione del cappio, ornargli il collo con un luccicante monile d'oro tempestato di pietre preziose? E' forse a questo trattamento che alludeva il placido George? Ma chi si cela veramente dietro il volto, apparentemente così composto, di Mr. George?

Si tratta dello stesso uomo che pochi giorni dopo l'esecuzione di Saddam Hussein ha annunciato l'invio di altri 21.500 (ventunomila e cinquecento!) soldati di supporto alle truppe già presenti in territorio iracheno. Uomini, in maggioranza giovanissimi, pronti per sacrificarsi nel nome della bandiera degli Stati Uniti. Intanto in Iraq, eliminato Saddam, eliminati il suo fratellastro Barzan Al Tikriti e Awad al-Bandar, anch'essi processati e mandati a morte, la povera gente ha continuato e continua a morire. Proprio così, come tu non potevi non sapere sin dall'inizio, caro, inossidabile George!
I civili iracheni inconsapevolmente coinvolti in attentati, i tuoi soldati che hanno spesso e tragicamente privato le loro madri di un figlio. Già, perchè quanti saranno i giovani soldati a far ritorno (vivi) dai propri famigliari? Ci pensi, a questo, magnanimo George? Tu che, governatore del Texas, hai firmato la condanna a morte di 152 (centocinquantadue!) presunti criminali...! Ci pensi, ogni tanto, George? Oppure l'odore dei petroldollari cancella tutto il resto?

Il presente numero de L'Angolo del Webmaster vuole essere uno spunto per riflettere su quanto certi uomini, cosiddetti di potere, possano influire, se non sconvolgere, le sorti di persone che null'altro avrebbero voluto se non condurre una esistenza normale. Sfortunatamente la spietata, subdola legge della guerra e dei suoi feroci guerriglieri non è stata e mai sarà dello stesso avviso. Tocca anche a me, tramite questo spazio, e pure a voi, controbattere a questa situazione. Come fare? Semplice: è sufficiente esprimere il proprio pensiero, senza filtro alcuno, nel tentativo di mostrare come talvolta il presunto eroe, abilmente costruito, è in realtà una bella montatura.

Il Direttore


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