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L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


In Cronaca

Compagni di vita

n. 23
15 febbraio 2007
(data di pubblicazione sul sito)



il vostro Webmaster e la bellissima Gladys insieme contro l'abbandono sulle pagine del Calendario Il Canario 2007



Il sottoscritto e Gladys, una femmina di dobermann con la quale ho la fortuna di condividere i giorni della mia vita, compaiono per la prima volta "ufficialmente" insieme sulle pagine del Calendario Il Canario 2007 dedicato ai cani e ai loro (putroppo non sempre migliori) amici, vale a dire noi esseri umani. All'estero l'esperimento è già partito da tempo, in Italia si inizia da quest'anno con un bel calendario, numerose foto e il desiderio di fornire un contributo reale attraverso una mirata raccolta di fondi destinata a quei quattrozampe (e sono sempre troppi) costretti a trascorrere la loro già breve esistenza in un canile.

Ho sempre avuto dobermann. Il mio primo cane si chiamava Elma, ovviamente una dobermann femmina, che è entrata a far parte della mia famiglia quando avevo all'incirca dieci anni. Successivamente è arrivata Fucsia, un'altra dobermann con la quale ho condiviso momenti bellissimi, il cane che mi ha aiutato davvero a "crescere". Fucsia mi ha lasciato presto, senza preavviso, non lasciandomi il tempo di capire che cosa in quel momento stesse realmente accadendo. Infine, Gladys. Da noi è diventata la "padrona di casa" quando non aveva neanche compiuto due mesi! Una vera "peste" all'inizio, poi è cresciuta anche lei e adesso, quasi non ci credo, ha già cinque anni. Il dobermann è un cane meraviglioso. Ho avuto modo di capirlo con Fucsia, durante i quasi otto anni trascorsi insieme, per tutte le piccole e grandi cose che quotidianamente sapeva darmi.
Intelligenza, furbizia, voglia di fare, fedeltà assoluta nei confronti del compagno uomo. Ecco le caratteristiche essenziali che ho trovato nei miei precedenti dobermann e che ritrovo ancora oggi in Gladys. Oltre naturalmente a tutto ciò che si può notare osservando il comportamento di qualsiasi altro cane: in primis il rituale delle feste. Mi piace chiamarlo così perchè lo ritengo un vero e proprio rituale. Il cane ti saluta con lo sguardo quando te ne vai, scodinzola e si rallegra al tuo ritorno. Cosicchè una calorosa accoglienza è sempre garantita, anche se ci si allontana per cinque minuti!

Per attenerci alla cronaca, purtroppo molto meno rosea di quanto sarebbe logico attendersi dal rapporto tra uomo e cane, recentemente abbiamo sentito la triste, vergognosa storia di un cane che pareva condannato a morte certa, con un grosso masso legato al collo che l'avrebbe fatto annegare nelle acque del mare di Otranto, non lontano da Lecce, se non fosse stato per il prodigioso intervento di due giovani sub non professionisti ma ugualmente coraggiosi.
Abbiamo appreso dell'omicidio di una addestratrice del delfinario di Riccione, nota località della Riviera Romagnola, accoltellata da uno squilibrato vicino di casa infastidito dall'abbaiare dei suoi cani.
Per non menzionare di quei cani impropriamente e velocemente etichettati come spietati killers azzannatori di uomini, quando invece l'errore più grande è innanzitutto di noi esseri umani che non facciamo nulla affinchè queste situazioni non si verifichino. Un cane va amato, educato, rispettato e trattato per quello che è. Un cane, appunto, o se preferite il miglior amico di noi bipedi. Anche se tante volte è l'uomo a non essere il miglior amico del cane. Molto spesso soltanto perchè, tanto per cambiare, ci dimostriamo ignoranti, preferiamo nasconderci dietro motivazioni e soluzioni apparentemente più semplici, quelle che ci fanno più comodo. Non stupiamoci quindi del discutibile "razzismo mediatico" perpetrato nei confronti di alcune razze coinvolte in casi di cronaca o di quel sì, abbaiavano in continuazione, non li sopportavo più biascicato dall'assassino della sfortunata ragazza uccisa a Riccione, delitto questo per certi versi simile all'atroce mattanza andata in scena ad Erba, è evidente il riferimento al piangeva in continuazione dichiarato dai due insospettabili signori di provincia (!?) rivelatisi efferati criminali senza possibilità di redenzione.
Abbiamo altresì accolto con gioia incauta l'entrata in vigore di una nuova legge che tra le altre cose vieta il taglio della coda e delle orecchie ai cani, legge che però non tiene conto delle esigenze di alcune razze, è proprio il caso del dobermann, il quale mantenendo le orecchie integre diviene facile bersaglio di gravi otiti, mentre la coda integra, particolarmente delicata, è a maggior rischio di ferite e abrasioni che potrebbero rendere inevitabile l'amputazione della stessa in età più avanzata, arrecando quindi problemi e sofferenze di natura ben più importante. Inutile aggiungere che in questo caso non si tratta di questioni legate alla bellezza, quanto piuttosto di questioni legate alla salute dell'animale. In parole povere: il dobermann è stato selezionato così, con coda e orecchie non integre, questo perchè un conto è dover effettuare il taglio a poche settimane dalla nascita, un altro è doverlo obbligatoriamente fare a causa di sopravvenute infezioni in età adulta. Non vedo insomma come ci si possa scandalizzare nel vedere un dobermann con coda e orecchie tagliate, accortezza questa che gli eviterà spiacevoli inconvenienti in futuro. Chiedere per conferma a chi se ne intende e vive di dobermann da una vita (ad esempio gli allevatori), di certo non a quella pletora di finti moralizzatori incapaci di distinguere un dogo argentino da un pechinese.

Fatte le suddette considerazioni e tenendo presente che i mezzi di comunicazione hanno ormai raggiunto livelli del tutto impensabili fino a pochi anni fa, resta però insondabile il motivo per cui determinate razze di cani vengano immediatamente presentate dai media nazionali come razze assassine non appena si verifica un fatto di cronaca che li vede coinvolti, mentre volgari massacratori di innocenti possono invece aspirare ad una popolarità tale da renderli candidati ideali ad una delle prossime edizioni de "L'Isola dei Famosi".

Il Direttore


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