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La consacrazione arriva finalmente nel 2005, con l'ormai famosa Vorrei cantare come Biagio, divertente tormentone in buona parte autobiografico. Il brano narra di un cantante, nel quale è facile intravedere lo stesso Cristicchi, che nonostante l'impegno fatica a sfondare nel mondo della canzone. Il suo sogno sarebbe quello di firmare autografi alle fan, riempire i palasport e fare quel che fa Biagio Antonacci. L'ironia è insomma alla base del successo di Simone Cristicchi, un'ironia ben presente nel suo primo album, "Fabbricante di canzoni", uscito nel 2005 e contenente la stessa Vorrei cantare come Biagio, Ombrelloni e Studentessa universitaria, alcuni tra i suoi pezzi più gradevoli.
Finchè, nella notte di sabato 3 marzo 2007, Simone Cristicchi viene incoronato vincitore della 57^ Edizione del Festival di Sanremo. Il cantautore romano, per la cronaca, riceve anche il premio della critica intitolato a Mia Martini unitamente al premio dei giornalisti radio-tv. "Ti regalerò una rosa" viene subito etichettata come una canzone impegnata, quella canzone di cui il Festival aveva bisogno per cambiare decisamente rotta rispetto agli ultimi anni, decisamente poco esaltanti dal punto di vista degli ascolti. Il 2007 sarà sicuramente ricordato dai puristi della canzone italiana come l'anno di Simone Cristicchi oltrechè come l'anno della svolta. Niente più duetto di presentatrici, la bionda e la mora, com'era tradizione, spazio alla comprovata abilità di Pippo Baudo, vero e proprio mattatore al Festival, coadiuvato dalla notevole forza scenica di Michelle Hunziker, rivelazione della tv italiana che ha confermato anche in questo caso di "bucare" il video a beneficio dello share. Un messaggio positivo dal Festival era già arrivato nella precedente Edizione, la 56^, che aveva sancito la vittoria di Povia, autore romantico e incantato di poetiche melodie, per certi versi simile allo stesso Cristicchi, che sbaragliò la concorrenza con la sua Vorrei avere il becco. Un nuovo trionfo per lui, dopo I bambini fanno ooh... dove verso la fine del brano viene evidenziato come solo i pazzi hanno capito cos'è l'amore. Ebbene, qui volevo arrivare, i "pazzi" di Povia mi ricordano il "matto" cantato da Cristicchi. In entrambi i casi è la pacatezza a farla da padrone, il suono scivola via leggero senza pretendere di voler urlare.
Chi di voi ricorda il "matto" del Bud Spencer-Terence Hill movie ...più forte ragazzi!, interpretato da un malinconico e assolutamente perfetto Cyril Cusack? Che poi "matto" non lo era proprio, perchè lui la miniera di smeraldi l'aveva trovata per davvero... avete capito cosa voglio dire, è sottile la linea di demarcazione tra ciò che può essere ritenuto un comportamento "normale" e ciò che invece viene definito un comportamento da "matto". Diciamoci la verità, è normale tutto quello che noi consideriamo normale, è anormale tutto quello che noi non vediamo di buon occhio, ci risulta in qualche modo sgradito, estraneo, impossibile da decifrare. Probabilmente un giorno scopriremo che il "matto" di Cristicchi non era poi così "matto" rispetto a tanti altri che incontriamo sul posto di lavoro, in palestra, al supermercato e via dicendo. Considerazioni personali a parte, il tema, particolarmente delicato, è di quelli destinati a far discutere a lungo. L'ennesima dimostrazione, come se ce ne fosse il bisogno, che "Ti regalerò una rosa" di Simone Cristicchi ha tutte le carte in regola per essere ricordata come una delle canzoni più godibili, in quanto non fine a se stessa bensì ricca di contenuti sociali oltrechè di azzeccate sonorità, della storia recente del Festival di Sanremo. Del resto una ragione ci sarà se su YouTube è disponibile già da diverso tempo un video musicale intitolato "Vorrei essere Simone Cristicchi", un orecchiabile motivetto cantato da tale Vittorio Merlo, nel tentativo forse non troppo riuscito di fare il verso all'ormai celebre "Vorrei cantare come Biagio". Che il successo dipenda da una serie di reciproci scambi di cortesie tra cantanti risulta difficile crederlo, anche se è alquanto buffo pensare che possa essere così!
Il Direttore