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a cura di Ermanno


Intervista

Fiscer, le rivendicazioni dell'arte sul contemporaneo

n. 35
14 febbraio 2008
(data di pubblicazione sul sito)



"Denaro burattinaio", opera ad olio e collage realizzata da Fiscer



Fiscer, al secolo Francesco Saverio Russo, è nato a Catanzaro nel 1984 ma attualmente risiede a Roma. Artista concettuale, come lui stesso ama definirsi, utilizza quali tecniche espressive la pittura ad olio e il collage. Incuriosito dall'originale impronta stilistica fornita da Fiscer alle sue opere, il vostro Webmaster ha realizzato per voi una intervista esclusiva con questo giovane e promettente artista desideroso di rifuggere dall'eccedente materialismo tipico della modernità.


Non è raro per chi opera nel mondo dell’arte utilizzare uno pseudonimo per firmare i propri lavori. Nel suo caso, da che cosa deriva la scelta del nome d’arte Fiscer?

Nel mio modo di fare e intendere l’arte nulla avviene per caso, tutto è frutto di una lunga riflessione, poche sono le persone che sanno il perché dello pseudonimo “Fiscer”, la risposta è semplice, deriva da “fisch” (gettone) che richiama l’idea di soldi.

Come avviene il suo avvicinamento al mondo dei colori?

Il mio avvicinamento avviene gradualmente, prima di nascere artista nasco appassionato di arte, e non di un’arte in particolare ma di ogni forma di espressione capace di dare emozione e riflessione. Poi il mondo che vedo, il mondo attuale mi ha “spinto” ad esprimere la mia arte mettendo i miei pensieri e sentimenti su tela.

Contrassegno di ogni sua opera è la presenza di una o più banconote attaccate sul supporto mediante la tecnica del collage. Mi spieghi il suo conflittuale rapporto con il denaro, prima come artista contemporaneo e poi come uomo immerso in un’epoca nella quale i valori materiali sembrano aver in gran parte soppiantato quelli morali.

Il mio rapporto con il denaro è un rapporto di odio-amore, amore quando dipingo perché il denaro mi serve per esprimere la mia arte, odio perché disprezzo l’importanza che ha assunto ai nostri giorni, il denaro può tutto, come ben si capisce in uno dei miei quadri, “Denaro burattinaio”, ad un nostro “no” lui (denaro-burattinaio) alza l’offerta e noi cediamo, non vorrei ammetterlo ma l’espressione “tutto ha un prezzo” è vera oggi più che mai.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere a chi osserva le sue opere?

È un messaggio diverso in ogni singola opera, tutto ruota intorno al concetto di denaro-padrone, non mi importa se la mia opera piace o non piace, non è la bellezza dei miei quadri a voler essere protagonista nella mia arte, a me importa che si parli dei temi trattati nei miei quadri e che siano oggetto di discussione con amici e parenti.

Catanzaro è la città che diede i natali ad un grande maestro dell’arte italiana come Mimmo Rotella. Inizialmente accostatosi ad una pittura definita astratto-geometrica, egli arrivò ben presto alla conclusione che ormai in arte erano già state fatte tutte le sperimentazioni possibili, smise pertanto di dipingere e riprese solamente quando trovò una inedita forma di espressione incollando sulla tela pezzi di manifesti pubblicitari rimediati per strada. Ritiene che la sua modalità espressiva sia stata in qualche modo influenzata dall’esempio del suo illustre concittadino?

Stimo e ammiro Mimmo Rotella a cui Catanzaro non ha mai dato la giusta importanza e considerazione ma la mia arte è personale, unica, non mi ispiro a nessuno in particolare, è il mondo ad essere la mia musa ispiratrice, il mio modo di concepire l’arte è mio e solo mio, spero di essere il fondatore di una nuova corrente artistica, la “Money Art”, banconote che gridano il bisogno di un limite, i miei sono quadri-comunicazione appesi a parete per far riflettere.

L’arte di cui oggi i media si occupano è principalmente quella delle grandi fiere internazionali, degli eventi sostenuti dalle istituzioni. Un artista che vuole vivere del suo lavoro deve per forza di cose trovare i contatti giusti nella persona di un gallerista o di un mercante serio che ne introduca le opere sul mercato e si faccia carico delle vendite. A suo modo di vedere quali possono essere le prospettive future per un giovane artista desideroso di sfondare?

Parto con una considerazione personale, lei ha mai sentito che ad un medico gli si vieti di entrare in un ospedale per dare il suo aiuto, o ad un sacerdote di entrare in chiesa per celebrare la messa?, e allora perché agli artisti viene vietato di entrare nel mondo dell’arte? Sfondare è difficile secondo me, devi riuscire ad emozionare per avere qualche possibilità ma soprattutto devi trovare la persona giusta che crede in te come artista, ogni anno dalle accademie di arte escono migliaia di artisti ma quanti riescono ad inserirsi in un panorama nazionale? La risposta: “pochi”, quanti in quello internazionale? Quasi nessuno. Io credo in me, ma soprattutto credo nella mia arte e spero di incontrare presto la persona giusta per poter diffondere la mia arte nel mondo perché non è solo l’Italia a dover riflettere su ciò che ci circonda ma il mondo intero.

Tra i suoi lavori che ho avuto la possibilità di esaminare mi hanno particolarmente colpito “La base siamo noi”, “Denaro burattinaio” e “Manichini mercenari” visibili all'indirizzo Internet www.myspace.com/FISCER . Queste tre opere sottopongono alla nostra attenzione temi di attualità strettamente connessi tra loro quali la povertà, il rapporto di sudditanza dell’uomo moderno verso il denaro e la guerra. Ce ne può descrivere i caratteri peculiari?

“La base siamo noi” ci invita a riflettere sulla potenza economica americana fondata sul lavoro di coloro che vivono nei paesi più poveri. Balza agli occhi immediatamente la figura della Statua della Libertà, in mano ha un dollaro che vuole simboleggiare la potenza degli Stati Uniti. Molto spesso, per non dire sempre, si dimentica chi è la base di questa potenza e di questo continuo incremento economico, la base come si può ben osservare sono gli altri paesi, paesi poveri che vengono sfruttati, ad esempio perché lì la manodopera “viene” molto meno e quindi le spese sono minori. I paesi poveri sono rappresentati attraverso le banconote di questi stati, i bambini, le donne, gli uomini che sono ritratti sembrerebbero apparentemente felici, ma nei loro occhi si legge la loro tristezza e povertà.
L’opera “Denaro burattinaio” non ha bisogno di lunghe spiegazioni, il titolo parla da sé. Ai nostri giorni il denaro ci manovra come meglio crede, se noi rifiutiamo la sua offerta lui alza il prezzo e noi cediamo, noi come burattini pronti ai suoi ordini, è proprio vero, tutto ha un prezzo.
Infine in “Manichini mercenari” c’è il disprezzo più grande da parte mia verso il denaro e ciò perché il denaro è capace di far uccidere. Per mercenari, tengo a precisare, si intendono tutti coloro disposti ad uccidere per soldi, un carro armato che spara colpi, colpi che si trasformano in lacrime per i parenti delle vittime. Purtroppo alle volte il denaro porta anche a ciò.

Mi può svelare in anteprima per L’Angolo del Webmaster quali saranno i soggetti e i temi che tratterà nei suoi prossimi quadri?

A questa domanda preferisco non rispondere perché vorrei che chi fosse davvero interessato alla mia arte visiti il mio sito e si tenga aggiornato sulle mie future mostre, una piccola anticipazione la voglio dare, in futuro, un futuro molto prossimo, la mia arte andrà oltre la pittura.


Per ulteriori informazioni sull'attività artistica di Fiscer vi invito a contattarlo direttamente all'indirizzo e-mail fra_saverio_russo@hotmail.it .

Il Direttore


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