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L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


Media & Comunicazione

Internet salvi noi e la regina dai cyber-scettici

n. 36
14 marzo 2008
(data di pubblicazione sul sito)



anche la regina Elisabetta d'Inghilterra, qui in compagnia del marito, è “caduta” nella Rete rivelando una mentalità aperta alle innovazioni



George Michael, il popolare cantante britannico di musica pop, nel 2004 annunciò a sorpresa di volersi ritirare dallo “show business” dichiarando ai microfoni di Bbc Radio 1 la sua intenzione di continuare a scrivere canzoni esclusivamente ai fini di una utilizzazione gratuita delle stesse da parte degli utenti Internet. Sono sicuro che si tratta di una decisione senza precedenti per un artista che ancora vende dischi, disse all’epoca il cantante.
Nell’agosto 2007 il musicista e compositore Elton John, tra l’altro insignito nel 1998 del prestigioso titolo di “Sir” dalla regina Elisabetta II d'Inghilterra, in una intervista pubblicata su The Sun propose senza mezzi termini di “spegnere” Internet per cinque anni. Il punto è che c'è troppa tecnologia disponibile: scommetto che se si riuscisse a fare questa prova, verrebbe fuori musica molto più interessante di quella che si ascolta al giorno d'oggi, commentò a tal proposito Sir Elton John che in precedenza ammise candidamente di considerarsi “il più grande tecnofobo di tutti i tempi”, allergico a cellulari e iPod. Visioni diametralmente opposte quelle di George Michael ed Elton John, entrambi artisti di prima grandezza, bisogna però ricordare che nonostante la sua posizione in merito diverse esibizioni dell'autore di Rocket Man sono state trasmesse in streaming via Internet. Difficile sottrarsi alla Rete, a maggior ragione per uno come Elton John le cui performance possono essere tranquillamente visionate su YouTube. Emblematico poi il caso del lungimirante David Bowie, il Duca Bianco della musica, un vero pioniere di Internet che ne seppe intuire le notevoli potenzialità con un certo anticipo rispetto a molti altri suoi colleghi. Per quanto attiene alla musica vi ho citato tre nomi di cantanti, quelli di George Michael, Elton John e David Bowie, tutti originari del Regno Unito, ognuno con la sua personale idea circa il delicato rapporto esistente tra Internet e la condivisione di canzoni attraverso tale mezzo di comunicazione.

Ma è necessario attendere il dicembre 2007 per far sì che Sua Maestà la regina Elisabetta II d'Inghilterra divulghi il suo cinquantesimo discorso di Natale su YouTube attraverso il canale ufficiale della monarchia britannica battezzato semplicemente The Royal Channel.
Elisabetta II, 81 anni d'età, pare abbia appreso dell'esistenza di YouTube grazie alle nipoti, fatto sta che, comunque sia avvenuta la prima presa di contatto tra la regina e Internet, ella ha saggiamente deciso di servirsene dimostrandosi al passo con i tempi. La notizia, com'è ovvio, ha destato non poco scalpore, soprattutto se pensiamo che YouTube risulta essere tra i siti più visitati del Web. Come molti di voi già sapranno questo sito nasce nel 2005 con la finalità di consentire la condivisione di video tra utenti. Un contenitore che nelle intenzioni dovrebbe permettere ad esempio di vedere il vicino di casa cucinare le uova strapazzate, ben più complesso invece il discorso inerente quei filmati relativi ad eventi protetti da copyright che non potrebbero trovarvi posto. Su YouTube possiamo quindi visionare in qualunque momento della giornata il video messaggio di auguri natalizi della regina Elisabetta II d'Inghilterra, filmati casalinghi divertenti realizzati da gente comune in tutto il mondo e naturalmente filmati molto meno divertenti per non dire di dubbio gusto stile professoressa di Lecce con studenti dalla mano birichina o ancora le folli corse in autostrada di qualche mentecatto malato di protagonismo, indi bravate di vario genere come gli atti di bullismo nelle scuole. YouTube, anche se personalmente estenderei il discorso alla Rete in generale, è tutto questo, buono e cattivo, da elogiare e da evitare. Per la cronaca anche Frassoni Arte, presente in Internet da ormai tre anni su www.frassoni.com, ha sperimentato e continua a sperimentare YouTube inserendo direttamente video inerenti mostre d'arte (vedi il nostro canale attivato su www.youtube.com/frassoniarte). Il processo è semplice ed intuitivo, quindi perchè non ricorrere alle nuove tecnologie come YouTube piuttosto che Google Video eccetera? Ritengo sia sempre meglio esserci piuttosto che non esserci, inoltre l'innegabile vantaggio che la Rete dà è proprio quello di consentire a chiunque di presentare se stesso, vuoi la propria quotidianità attraverso i numerosissimi blog esistenti, vuoi la propria immagine in filmati che poco hanno da invidiare a video confezionati da professionisti. E' vero che così facendo si corre il serio rischio di annullarsi uno con l'altro... se un servizio è disponibile, meglio se gratuitamente, com'è logico non saranno in pochi ad approfittarne col risultato di vedere un po' ridimensionata la propria presenza! Lo stesso discorso vale però per i giornali e la televisione dove il desiderio di apparire è vissuto da molti in modo ossessivo (chiedere ai cosiddetti tronisti della De Filippi e alla moltitudine di Grandi Fratelli per conferme) fino a raggiungere livelli spesso spropositati di esibizionismo.

Non costituirà comunque una eccezione il sociologo Domenico De Masi, reo di aver affermato di limitarsi a leggere solamente la prima pagina dei quotidiani cartacei preannunciandone la scomparsa in tempi abbastanza rapidi. Vero o falso? Il mio parere è che in futuro le notizie si leggeranno quasi esclusivamente su Internet, del resto basta andare a spulciare siti tipo www.libero.it per rendersi conto di come la cura del particolare abbia raggiunto anche l'informazione online. I giornali su formato cartaceo manterranno la loro utilità per coloro i quali vorranno (e soprattutto avranno il tempo materiale) di approfondire le notizie, anche perchè sinceramente il manager super impegnato proprio non me lo vedo a sfogliare il quotidiano quando con pochi minuti di connessione a Internet puo' tranquillamente accedere a tutte le notizie di suo interesse. Già, perchè tra le altre cose adesso abbiamo le connessioni Internet veloci, una miriade di possibilità per sottoscrivere contratti che permettono all'abbonato la navigazione nel Web con il non trascurabile vantaggio di pagare un fisso ad ogni bolletta... per capirci, non come pochi anni fa quando si era obbligati a navigare con il cronometro sulla scrivania se non si voleva rischiare di ricevere una bolletta che avrebbe richiesto l'uso dei sali a Paperon de' Paperoni! Nella Rete le notizie corrono veloci e credo che proprio per questo motivo saranno i quotidiani a farne maggiormente le spese in futuro, sicuramente più delle riviste (settimanali o mensili) che sfornano un prodotto diverso, chiaramente meno immediato. Basti pensare che diverse riviste mensili vanno a ruba tra i collezionisti, non ho però mai sentito di qualcuno che colleziona quotidiani... sarebbe un po' come crearsi una collezione di comunicati diramati di continuo da una agenzia di stampa! Curioso ma poco pratico, non trovate?

Una recente ricerca pubblicata su UsaToday sostiene che l'utilizzo della banda larga e dei contenuti multimediali causerà un grave deterioramento dei cavi telefonici con conseguenti notevoli ripercussioni nella Rete. UsaToday stima che tra il 2010 e il 2011 potrebbe verificarsi un collasso di Internet evitabile soltanto con tempestivi investimenti in denaro necessari a migliorare le linee e a scongiurare il pericolo di black out. Quanto è attendibile questa ricerca? Difficile dirlo con i pochi strumenti che noi utenti abbiamo a disposizione, di certo le infrastrutture di rete andrebbero potenziate per sostenere l'elevato traffico in linea ed evitare brutte sorprese in futuro. Sì, perchè forse l'ipotesi di un collasso della Rete tra il 2010 e il 2011 è eccessivamente pessimistica, soprattutto se pensiamo al fatto che la storia di Internet risulta essere ancora relativamente breve. Indiziato numero uno per questa temuta apocalisse telematica è guarda caso YouTube i cui video sono visti ogni giorno da milioni di persone in tutto il mondo. L'uomo è dunque destinato a regredire all'era pre-Internet? Se davvero fosse così significherebbe non solo la morte per Internet ma anche la fine dell'informazione libera e non filtrata (vi ricordo l'importante ruolo svolto in tal senso da molti bloggers) e la crisi nel settore delle imprese (pensiamo alle dilaganti banche online). In cuor mio credo che nessuno auspicherebbe un blocco simile del sistema, nemmeno chi non ha mai voluto accendere un computer in vita sua! Perchè la scelta di cedere o meno alle sirene della tecnologia è certamente individuale, nessuno obbliga nessuno ad avere un cellulare o una connessione Internet, non dimentichiamo però che in caso di collasso della Rete si verrebbero a creare gravi disservizi a discapito dell'intera collettività.

Il ruolo del computer e di Internet deve infatti essere quello di rendere la vita più facile e agevole, non di presentarci nuovi insormontabili problemi. Chi ne trae giovamento per se e per il suo lavoro utilizzi tranquillamente questo potente mezzo di comunicazione, chi lo vive come un problema è meglio che si dedichi ad altre attività. Per quanto mi riguarda ho l'abitudine di informarmi su Internet, questo però non significa che non legga più i quotidiani. L'epoca attuale ci vuole scattanti e produttivi nel lavoro, la Rete rappresenta sicuramente una risposta a queste esigenze checché ne dicano quelli che io definisco cyber-scettici in quanto del tutto avulsi alle innovazioni della tecnica. Il piacere di sfogliare la propria rivista preferita non verrà certo superato da Internet, questo è sicuro, dal momento che l'ambiente telematico è completamente diverso da quello della carta stampata. Per fortuna, dico io, perchè in questo modo si puo' adempiere a necessità differenti ricorrendo di volta in volta all'informazione online o all'informazione cartacea in base al momento e alla situazione che stiamo vivendo. Anche in questo caso come al solito la verità sta nel mezzo: l'invito che rivolgo a tutti dalle pagine del mio “Angolo” è di utilizzare uno strumento nella misura in cui esso ci aiuta a stare meglio, tralasciando volutamente i lati negativi comunque sempre presenti in tutte le cose che facciamo o che utilizziamo. Prendete i numerosi siti che propongono incontri e vogliono, almeno nelle intenzioni, favorire contatti umani tra individui che magari abitano a chilometri di distanza e senza Internet non avrebbero mai la possibilità di conoscersi: benissimo, ben vengano anche questi siti purchè decorosi e privi di secondi fini, sarebbe però estremamente stupido pensare di utilizzare unicamente questo canale per fare nuove conoscenze... personalmente prediligo il vis a vis e non mi ritengo molto addentro alla questione, fatto sta che se è vero che da un incontro virtuale puo' scaturire in futuro un incontro reale con persone geograficamente lontane da noi, è altrettanto vero che con un incontro reale senza mediazione del computer in questo caso si ottimizza il tempo e si evitano eventuali delusioni difficili da digerire dopo mesi trascorsi a chattare su Internet!

Il Direttore


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