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a cura di Ermanno


Intervista

Luci di città sommerse nelle tele di Alessandro Ricci

n. 38
16 aprile 2008
(data di pubblicazione sul sito)



un'opera a smog su tela realizzata da Alessandro Ricci



Alessandro Ricci è nato a Firenze dove tuttora vive e lavora. Laureato in Scienze Naturali, ha iniziato a dipingere spinto dalla passione per l’arte arrivando a sperimentare inedite tonalità coloristiche attraverso la cosiddetta pittura a smog su tela caratterizzata dall’utilizzo di polveri sottili così facilmente reperibili nelle vie delle nostre città. Il vostro Webmaster, autore di una intervista esclusiva ad Alessandro Ricci, vi sottopone nelle righe seguenti pensieri e sensazioni di un pittore che è riuscito nell'intento di ricavare da materiali apparentemente inutili nonché dannosi per la salute una inusuale forma di espressione artistica.


“La nuova ecologia”, noto mensile di Legambiente, le ha dedicato un articolo mentre il telegiornale regionale della Toscana ha deciso di realizzare un servizio sulla sua attività al fine di spiegare ai telespettatori come le polveri inquinanti possano essere impiegate con finalità nobili per la società in quanto utilizzate da un artista per eseguire opere d’arte. Come è maturata in lei l’idea di abbracciare la tecnica della pittura a smog su tela?

L'idea di dipingere con lo smog mi venne per contestare l'inquinamento che ogni giorno si respira nelle strade delle nostre città, per contestare un modo di vivere che mette la salute e la bellezza sicuramente non al primo posto. I monumenti fiorentini sono continuamente circondati da cantieri di pulizia... All'inizio dipingevo così, per protesta, poi le polveri di città mi sono piaciute molto come materiale per dipingere.

Ritiene che la sua proposta costituisca più una provocazione oppure come uomo e come artista è convinto attraverso la sua arte di lanciare un messaggio ben preciso alla collettività in un periodo nel quale in concreto si continua a fare troppo poco per risolvere il grave problema dell’inquinamento?

Lo scopo della mia pittura è quello di far riflettere sulle condizioni di vita nelle nostre città e un invito a tutelare di più la salute, anche se non credo che chi ci amministra abbia il tempo di rifletterci; per me stare bloccato in coda è un vero incubo e faccio di tutto per evitarlo, dentro un ingorgo mi sento rattrappito e obbligato...

Mi spieghi in dettaglio come avviene il suo lavoro, dalla raccolta del materiale fino all’ultimazione dell’opera.

Le polveri con cui dipingo le ho raccolte dalle finestre di case situate in strade molto trafficate, da statue storiche (statua S. Alessio Chiesa S. Trinità a Firenze) e me le ha fornite il signor Valerio Venturi che lavora presso il C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Sesto Fiorentino dove fanno misure al lidar per studiare il particolato atmosferico. Le polveri le raccolgo con cotone inumidito e strizzato da superfici che non rilasciano colore, ad esempio persiane in plastica, superfici di marmo... Dipingo su tela usando il cotone annerito arrotolato intorno ad uno stecchino oppure faccio un fondo nero o grigio e col cotone umido e pulito ottengo un disegno bianco. Terminato il dipinto fisso le polveri di città con un fissativo per carboncino. E' importante notare che alcune strade mi permettono di ottenere neri molto intensi ed altre dei grigi più o meno chiari: questo dipende molto da quanto è trafficata la strada, da quanto sono trafficate le strade circostanti, da quanti spazi aperti la strada ha intorno, da quanto è stretta e trafficata... Preciso che i miei quadri sono fatti con il sedimentato dell'aerosol di città; sono fatti con le polveri che respiriamo ogni giorno.

Quali sono i suoi soggetti preferiti?

Ho iniziato dipingendo scorci e monumenti fiorentini, poi ho provato a dipingere scorci di periferia, qualche ritratto su tela quadrellata, si fa quel che si può fare, mai voler dimostrare di saper fare di più, e poi scorci e personaggi bidimensionali con fondo nero, personaggio o scorcio bianco.

Per quanto attiene alla città di Firenze mi può indicare le zone dove abitualmente si reca per raccogliere materiale da imprimere sulla tela?

Ho raccolto le polveri da persiane di Via dei Vanni, Via Alamanni, Via Guido Monaco e queste mi hanno dato i neri più intensi; da Via Toselli, Via Masaccio, Viale Lavagnini ho ottenuto dei grigi-neri, da Via Casella n. 3 ho ottenuto dei neri intensissimi (è una strettoia intasatissima), da Via Baccio da Montelupo ho ottenuto grigio (è trafficatissima ma ha spazi aperti circostanti). Dalla statua di S. Alessio Chiesa S. Trinità ho raccolto polveri e fatto diversi quadri molto grigi, da strade trafficate di estrema periferia ho ottenuto grigi marroncini, il contributo naturale si fa sentire sempre di più. Ultimamente il signor Valerio Venturi del C.N.R. mi fornisce le polveri che coprono il suo strumento, il lidar, che misura il corpuscolato atmosferico. Inizialmente raccoglievo solo da finestre di casa, quindi ho sempre selezionato un sedimentato più "pulito" possibile.

Ha mai provato ad utilizzare per i suoi lavori polveri estratte da altre località italiane o anche dall’estero con lo scopo di osservarne la differenza rispetto a quelle raccolte nella città di Firenze?

Ho fatto un quadro con le polveri che una ragazza ha raccolto in Messico a Guadalajara in un viale... è venuto grigio-nero.

A suo giudizio che cosa si potrebbe fare per limitare il problema delle polveri sottili nelle nostre città, chiaramente senza che questo la costringa ad inventarsi un’altra tecnica pittorica?

Cosa si potrebbe fare??? Andare più a piedi, in bici e con i mezzi pubblici... per esempio, fare vere corsie per autobus... ci sono anche altre fonti importanti di polveri sottili, tutte legate alla combustione, ma gli ingorghi credo che siano la causa principale.

Quali sono i suoi progetti futuri e fino a dove pensa di potersi spingere nel mondo dell’arte considerato l’interesse che la sua particolare tecnica espressiva ha finora suscitato in appassionati e addetti ai lavori?

Mi sto divertendo a provare a fare soggetti astratti, le polveri di città possono dare infinite sfumature; provo a fare vicolacci di Firenze con le scritte sui muri, le scritte dei "graffitari", però sinceramente non so quello che farò in futuro, si vedrà... un po' con lo smog mi ci sono divertito.


Per ulteriori informazioni sull'attività artistica di Alessandro Ricci vi invito a cliccare su YouTube oppure ad inviargli direttamente una e-mail all'indirizzo ric_alessandro23@yahoo.it .

Il Direttore


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