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Strana e controversa la figura dell’artista, chi è? Cosa fa? Ma soprattutto quale è il suo lavoro?
Domande apparentemente di facile risposta, è il pittore, lo scultore, l’incisore, dipinge, scolpisce, incide…
Il suo lavoro non è quello a cui noi stiamo pensando, pochi sono i privilegiati che “vivono di arte”, che “vivono grazie ai propri lavori artistici”, la maggior parte per vivere fa altro, si va dall’impiegato al professore, dal muratore al ragioniere.
Molti gli anni di studio per affinare la tecnica, molti i sacrifici per comprare quella tela dove esprimere se stessi, per poi far diventare l’arte il proprio hobby perché troppo impegnati dal proprio “vero” lavoro.
I prezzi delle gallerie, dei testi critici, delle riviste d’arte fanno in modo che spesse volte il sogno finisca prima di iniziare, si vieta all’artista di entrare nel mondo dell’arte, chi oserebbe impedire al sacerdote di entrare in una chiesa, chi ad un avvocato di mettere piede in tribunale, chi al medico di recarsi in ospedale?
Tutto ciò è assurdo se pensiamo che l’Italia è la nazione più importante al mondo dal punto di vista culturale-artistico, forse con troppa superficialità e senza pensare alle conseguenze le gallerie italiane accolgono troppi artisti stranieri e tutelano poco quelli italiani.
Non pochi gli esempi nella storia dell’arte contemporanea di artisti costretti ad andare all’estero per emergere, rifiutati da quella galleria pronta ad aprirgli le porte una volta diventati famosi.
I latini dicevano in medio stat virtus, io vedo però da una parte i pochi eletti che vendono i propri lavori a migliaia di euro e gli altri artisti che si devono accontentare di venderli a pochi euro, o a regalarli magari per Natale o altra festività.
Io spero che anche con l’arte si riesca a sensibilizzare questo mondo dove emerge chi ha i soldi e può magari pagarsi la personale nella migliore galleria, o pagare il giudizio critico di quella determinata persona influente, o farsi fare un articolo da quella rivista d’arte molto letta ed apprezzata.
Sembra un tunnel senza uscita, un labirinto dove l’artista è rimasto intrappolato forse da troppo tempo, questo disagio deve essere fatto capire al mondo attraverso l’unico strumento davvero imparziale in mano all’artista che è costituito dalla propria creatività, attraverso la quale bisogna lanciare un messaggio forte di maggiore apertura verso l’arte e maggiore considerazione per chi vorrebbe fare dell’arte il proprio lavoro.
Fiscer (Francesco Saverio Russo)
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