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L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


Media & Comunicazione

Reality show, da consumarsi preferibilmente lontano dai pasti

n. 5
14 ottobre 2005
(data di pubblicazione sul sito)



tra talpe vere o presunte, isole, fattorie e grandi fratelli la televisione italiana sta offrendo il peggio di sé



Arrivati a questo punto si dovrebbe fare qualcosa. Sì, perchè ormai in televisione non si vedono altro che reality show, questa strampalata forma di intrattenimento portata alla ribalta alcuni anni fa dalla prima edizione del "Grande Fratello". Allora per gli autori fu una vera e propria scommessa il cercare di capire se agli italiani potesse interessare seguire per un determinato numero di giorni la vita forzatamente comunitaria di gente comune, peraltro ben felice di ritagliarsi un (breve) momento di gloria sotto gli occhi attenti di telecamere e riviste scandalistiche.
L'esperimento andò bene, il pubblico rispose favorevolmente ed ora, trascorsi alcuni anni, ci ritroviamo qui a contare le già numerose edizioni del "Grande Fratello" andate in archivio, senza contare naturalmente tutti i cloni del "Big Brother" lanciati dalle varie reti giusto per solleticare l'interesse dei più intransigenti.
Spuntano così come funghi nuove proposte quali "L'Isola dei Famosi", insopportabile sequela di corpi seminudi spaparanzati nelle incontaminate acque dell'emisfero tropicale, "La Talpa" che dopo aver ambientato la prima edizione nello Yucatan quest'anno è approdata in Kenya puntando sull'Africa onde risvegliare nei fedeli spettatori una qualche curiosità, "La Fattoria" che evidentemente sa bene come al pubblico interessi osservare un Vip arare i campi o mungere le mucche per la serie guarda mamma, sono fatti come noi.
Poi, per carità, non tutti al mondo abbiamo gli stessi gusti e se le reti televisive continuano a proporre nuove edizioni dei vari reality show un certo successo di audience dovranno pure averlo. Ma non è questo il punto.

Guardando il televisore la sera si finisce sempre per fare zapping, o almeno questo è ciò che capita di fare sempre più spesso al sottoscritto.
Sarà che i programmi da vedere sono sempre meno, sarà che sono diventato di gusti difficili. Ebbene la sera, impegnato in uno zapping di fantozziana memoria, mi risulta impossibile non imbattermi in spezzoni di "reality show", soprattutto in questo periodo di grande floridezza tra Rai ("L'Isola dei Famosi") e Mediaset ("La Talpa").
Se non ti piacciono non guardarli, mi direte giustamente, ma dal momento che sono il curatore di questo sito nonchè l'autore di tale rubrica cerco sempre di essere informato su fatti passibili di discussione. Inoltre, volente o nolente, che i reality ci piacciano oppure no, ci siamo comunque invischiati dentro dal momento che tutti noi viviamo in questa società. Inevitabile quindi affrontare l'argomento, a meno che non si voglia emulare le tre scimmiette del "non vedo, non parlo, non sento".

Passiamo ora ad analizzare alcuni dati di fatto su ciò che a mio modo di vedere è uno spettacolo privo di contenuti, inutile per la società e altamente diseducativo sebbene da sempre venga proposto in prima serata (e c'è chi ha il coraggio di chiamarla fascia protetta!).
Nel reality "L'Isola dei Famosi" dell'anno scorso è stata proposta in televisione l'insulsa rissa (che fosse reale od organizzata non ha importanza) tra alcune donne Vip. Tutto ciò, ovviamente, in orari non sospetti. Mah, non vorrei scivolare troppo nel personale ma secondo me è stato tutto inscenato per mettere in bell'evidenza il fondoschiena (guarda caso quasi sempre inquadrato dalle telecamere!) di una peraltro apprezzabile starlette sudamericana e le rotondità delle altre concorrenti coinvolte in questa poco chiara baruffa tropicale.
Vabbè, contenti loro! Ma cosa avrà potuto pensare un ragazzino di dieci anni davanti al teleschermo? Non so se siete d'accordo, ma per me è come se si stesse dicendo ai più giovani, che sono anche i più esposti e vulnerabili di fronte al messaggio televisivo, di menar le mani con i compagni di scuola, tanto in televisione tra reality show e incontri di wrestling tutto è lecito!
Vogliono la loro rissa acchiappa-audience? Che la facciano pure, ma in seconda serata cercando di evitare nei limiti del possibile di rendere partecipe un pubblico che da questi comportamenti avrebbe ben poco da imparare.
Un anno dopo, cioè proprio in queste settimane, ecco che anche "La Talpa" sfodera le sue "armi". In una puntata, peraltro contestata da più parti, ai concorrenti è stato fatto bere un (presunto?) bicchiere di sangue di mucca secondo un antico rituale Masai. Tanto per cambiare in prima serata, con chissà quanti bambini davanti alla televisione. E non mi si dica che i genitori controllano quali programmi guardano i figli, perchè il più delle volte, non sempre per colpa loro, hanno ben poco tempo da dedicare ai pargoli. Quindi che dire? Pensate voi cosa può venire in mente ad un bambino vedendo una scena del genere. Chessò, magari fare uno scherzo all'amichetto, al compagno di banco, fargli bere un qualche intruglio per scherzo... meglio non pensarci!
In una successiva puntata di "La Talpa" un'altra prova che i concorrenti dovevano superare fa a mio parere quantomeno discutere.
Ogni concorrente aveva il compito di farsi letteralmente sputare in pieno volto dai Masai perchè per questa popolazione keniana si tratta di un rito beneaugurante. E allora? Era il caso di far vedere scene simili poco dopo le 21.30 di sera quando, oltre ai bambini presenti davanti al video, ci saranno stati magari anche adulti a cena? Se volete guardare "La Talpa" fatelo lontano dai pasti!
In relazione al discorso sulla fascia protetta, non credono gli autori e coloro che hanno deciso di mandare in onda il programma in prima serata che forse il giorno dopo un bambino arriverà a scuola e nell'intervallo sputerà in faccia ad un suo compagno, così, per gioco? Non lamentatevi cari insegnanti e genitori convocati per un colloquio dal preside, è solo un rito beneaugurante!
Davvero poco istruttive anche le prove di "trascinamento" dove un concorrente deve tirare per i piedi un altro su di un percorso accidentato, tra terra, fango e acqua sporca. Insomma, una vera odissea per questi poveri famosi, che siano de "L'Isola", "La Talpa" o "La Fattoria" il risultato non cambia, sempre di televisione spazzatura si tratta.

Sia chiaro, chi si vuol sorbire per intero questi programmi si senta libero di farlo, evitiamo però di coinvolgere bambini e adulti in fase digestiva addentro incomprensibili sconcerie. Almeno organizzassero un reality show ambientato nel mondo del volontariato, così questi "famosi" potrebbero unire l'utile al dilettevole facendo del bene alla società e mostrandosi in video! Ma le vittime sono anche loro, risucchiati in programmi del genere nella speranza di recuperare un pò di quella notorietà da molti perduta.
Personalmente non mi ritengo più di tanto tradizionalista, tuttavia mi viene da rimpiangere "Lascia o raddoppia?" e i programmi di Mike Bongiorno, così come gli anni in cui c'erano un paio di reti televisive e buonanotte, altro che Sky e satellitare!
E' davvero tutto qui il progresso della nostra televisione? Ripeto, mi piacerebbe vedere una televisione normale che sa cosa significa il buon gusto, gli esperimenti (se basati su amenità di siffatta bruttura) mettiamoli nel palinsesto della notte, a quel punto avremo quasi la certezza che chi li guarda lo fa perchè è interessato a quel programma e non ci si imbatte per caso mentre, ignaro, sta sorseggiando un bicchiere di vino davanti a un piatto di spaghetti.

Il Direttore


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