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L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


Arte & Comunicazione

La febbre del sabato Para

n. 53
14 novembre 2008
(data di pubblicazione sul sito)



John Travolta e Karen Lynn Gorney in una celebre scena del film “Saturday Night Fever”



Prendi duecento artisti, sistemali in quasi cento location espositive diverse, aggiungi diciotto performance di danza e musica dal vivo, amalgama il tutto e lo scoppiettante risultato sarà Paratissima 2008, mostra-evento di arti contemporanee che, da quattro anni a questa parte, vive di e con la Fiera Internazionale Artissima, una delle più importanti d’Europa, allestita come da consolidata tradizione al Lingotto. La città chiamata ad ospitare l’ennesimo novembre d’arte risponde al nome di Torino, già sede delle Olimpiadi Invernali nel 2006, quindi Capitale Mondiale del Design nel 2008. Parafrasando il titolo di un recente film dei fratelli Coen, si potrebbe dire che nel capoluogo sabaudo novembre non è un mese per vecchi. Gli eventi inseriti sotto l’egida di Contemporary Arts Torino Piemonte sono infatti moltissimi, anche se Artissima e Paratissima hanno conquistato almeno per quest’anno il livello massimo di attenzione da parte di grandi collezionisti, semplici curiosi ed entusiasti appassionati.

La marcia di avvicinamento a Paratissima 2008 ha inizio in ottobre, con le prime comunicazioni del Para Staff agli artisti potenzialmente interessati. I primi incontri finalizzati al reclutamento si tengono al Mar Rosso Afro Art Restaurant in Via Pellico e nei locali di Stessopiano in Via Baretti, due realtà apparentemente diverse, unite però dal non trascurabile dettaglio di respirare entrambe all’interno del medesimo quartiere, o se preferite nel medesimo microcosmo, cioè San Salvario, là dove gli artisti sarebbero stati chiamati ad esporre le proprie opere. Rimarchevole la presenza di creativi esordienti, spesso giovanissimi, ugualmente apprezzabile la fervida risposta di autori più avanti con gli anni, ancora mossi dal desiderio di esprimersi e soprattutto di partecipare ad un evento che fin dal principio si preannunciava gustoso e mediaticamente rilevante. Nella categoria dei senatori non posso evitare di includere il Maestro Franco Frassoni, alla sua seconda Paratissima dopo quella tenutasi al Museo del Carcere “Le Nuove” nel novembre 2007. L’artista, accademico della Società Dante Alighieri, ha aderito con entusiasmo all’iniziativa mettendo in mostra diverse sue opere a olio su tela nello show room del negozio di arredamento e design Metroquadro ubicato in Corso Vittorio Emanuele II 25/G, a pochi passi dal Tempio Valdese.

Il Mar Rosso Afro Art Restaurant e Stessopiano, scrivevo poche righe fa. Il primo un ristorante di cucina eritrea che si caratterizza per via di un ambiente rarefatto e per la sua proposta di piatti (prevedibilmente) ben lontani dalla tradizione gastronomica italiana, il secondo un insolito sportello immobiliare che ricerca appartamenti in affitto per giovani che dividono lo stesso tetto. In queste due location ha cominciato a lavorare il Parabrain, vale a dire il cervello del Gruppo Para, formato dai fondatori storici Lorenzo Germak, responsabile del coordinamento, Raffaella Cinti, responsabile dell’organizzazione, nonché da Valeria Buonomo, Christian Cadeddu e Daniele Ratti. Tutti artisti, sui trent’anni, determinati ad offrire ad altri creativi la possibilità di mostrare i propri lavori in spazi innovativi, perlopiù estranei al circuito convenzionale dell’arte contemporanea. Perché Paratissima nasce nel 2005 come evento off di Artissima imponendosi da subito come un’ombra, a dir la verità piuttosto ingombrante considerato il coinvolgimento sempre maggiore di un pubblico che più variegato non potrebbe essere, della Fiera che con al timone Andrea Bellini ha festeggiato quest’anno la quindicesima edizione. Il battesimo di Paratissima si tiene in un alloggio in ristrutturazione nella centralissima Via Po, la seconda volta si va in una fabbrica di tremila metri quadrati in Via Aosta, la terza, indimenticabile per ambientazione e suggestioni, al Museo del Carcere “Le Nuove”, la quarta, appena conclusa, intasa il quartiere multietnico di San Salvario, noto sulle pagine di cronaca principalmente per episodi di microdelinquenza ma sempre più orientato verso una progressiva integrazione tra allogeni e nativi. Un ulteriore spunto d’interesse per gli organizzatori Para che hanno scelto San Salvario anche a causa di queste premesse, le più gradite per un evento ostentatamente fuori dagli schemi come Paratissima. Mi sembra quindi doveroso citare anche i nomi dei membri del Para Staff che hanno contribuito in modo determinante alla buona riuscita dell’edizione 2008: Paolo Saglia, Luca Vivaldo, Daniela Bertalot, Indiana Canepa, Federica Jourdan, Federico Galetto, Filomena De Rosa, Martina Tagliarini, Marzia Strumia, Monica Borio, Nadia Taglietti, Sara Girelli e Silvia Grima. Senza dimenticare Valentina Montresor, responsabile grafica, Daniele Genovese, web designer, Alberto Notarnicola, responsabile web tv e Savino Colucci, responsabile impianti.

Arruolati gli artisti tra pittori, creativi, designer, stilisti e quant’altro, Paratissima 2008 non si è fatta trovare impreparata ai nastri di partenza, vivendo così un’intensa maratona di tre giorni, dal 7 al 9 novembre, in contemporanea ad Artissima, con l’obiettivo, peraltro centrato in pieno, di portare nelle strade del quartiere San Salvario una vena di sana ambizione (follia?), trasformando una zona storica di Torino, con i suoi locali multietnici, i pub, le rumerie, i ristoranti e le rosticcerie di ogni tipo e colore, in un accessibilissimo grande mercato dell’arte a cielo aperto, ansioso di accogliere tra le proprie grinfie il profano così come il fine intenditore.
Il nome del quartiere deriva dalla Chiesa di San Salvatore situata tra Via Nizza e Corso Marconi, in dialetto piemontese San Salvari, il cui borgo si snoda tra Corso Vittorio Emanuele II, Via Nizza, Corso Bramante e il fiume Po. Un buon metodo per iniziare la perlustrazione di San Salvario è prendere come punto di riferimento la stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova dal lato di Corso Vittorio Emanuele II. Così ho fatto io, che già conoscevo questi luoghi, sebbene ritenga a ragion veduta di averli potuti conoscere veramente soltanto adesso, grazie all’atmosfera, al clima che si è venuto ad instaurare, soprattutto al calar della sera, tra le vie e le viuzze nei dintorni di Corso Vittorio durante la kermesse Paratissima 2008. In Corso Vittorio Emanuele II hanno aderito all’iniziativa, mettendo a disposizione dei numerosi artisti i loro spazi non convenzionali, la Libreria Zanaboni, il Wine Bar Zelli, il Caffè Lumiere, il negozio di arredamento La Rosa dei Venti, il negozio di abbigliamento Quiksilver, il già citato show room Metroquadro e la discoteca Club 21. Via Baretti, Via Belfiore, Via Berthollet, Via Galliari, Via Goito, Largo Saluzzo, Via Madama Cristina, Corso Marconi, Via Pellico, Piazza Madama Cristina, Via Principe Tommaso, Via Saluzzo, Via San Pio V e Via Sant’Anselmo sono stati gli altri avamposti di San Salvario ad essere capillarmente battuti da Paratissima 2008 e dai suoi stravaganti artisti. In Via Baretti si è allestito, tra gli altri, nel già menzionato sportello di Stessopiano e nella Vineria Amici di Bacco, in Via Belfiore in un cortile, all’interno del sexy shop Atelier’s e nei locali di una scuola di danza, in Via Berthollet dal kebabbaro Horas e nella panetteria Papale Tota, in Via Galliari alla gastronomia Rosso Piccante, in Via Goito al minimarket Dì x dì e sui marciapiedi, in Largo Saluzzo nell’elegante ristorante Scannabue, in Via Madama Cristina alla Gioielleria Cane e nello show room della Vetreria Clary, in Corso Marconi al Labirinto, in Via Pellico al Biberon Cafè, al pub Lo sbarco, da Turismo per tutti, quest’ultimo eletto a sede dell’info point di Paratissima 2008 nella tre giorni della manifestazione, ma anche su balconi, finestre e direttamente per strada, quindi in Piazza Madama presso il locale notturno Damadama, in Via Principe Tommaso al Mar Rosso Afro Art Restaurant, nei cinema a luci rosse Maffei e Metropol, al minimarket Crai, in Via Saluzzo nel ristorante vegano Sesamo’s Kitchen e in una autorimessa, in Via San Pio V da Samarcanda e in un negozio attualmente dismesso, infine in Via Sant’Anselmo al Wine Bar Area Cafè e nella cartoleria La piccola iena. Citare tutte le location sarebbe improbo anche per me che ne L’Angolo del Webmaster non pongo particolari limiti di spazio, per il resto chi ha avuto modo di stringere tra le mani la mappa con il programma di Paratissima 2008, opportunamente distribuita dal Para Staff in lungo e in largo per tutto San Salvario, potrà agevolmente disporre dell’elenco comprendente i nomi dei locali complici del Gruppo Para nella realizzazione della manifestazione. Ognuno con la sua attività prevalente, nella stragrande maggioranza dei casi del tutto avulsa dal mondo dell’arte, prova ne è che ciascun negoziante ha giustamente continuato anche durante Paratissima 2008 a cimentarsi nel lavoro quotidiano, quasi come se nulla di nuovo si stesse impossessando delle pareti, poste direttamente sotto gli occhi dei visitatori e degli stessi commercianti. Quasi, appunto, perché le abbacinanti luci di Paratissima prendevano gradualmente ma sempre più prepotentemente il sopravvento tra gli oscuri anfratti di San Salvario. Un colpo d’occhio notevole. Impossibile per gli artisti passare inosservati, impensabile per il pubblico distogliere lo sguardo dalle molteplici opere in bella mostra.

L’inaugurazione della manifestazione, uno straordinario evento collettivo, ha avuto luogo venerdì 7 novembre verso le ore 20 in Piazza Madama Cristina, dove quotidianamente si svolge un vivace mercato, con l’esibizione live di gruppi d’impostazione rock quali i Baroque, i Chiave di Es, i TOE!, i NYMPHEA MATE, i Treeffe e i SoundTruck. Negli storici locali notturni di San Salvario, poi, si è scatenata la festa con, tra gli altri, Alberto Danzi al Biberon e NLS a Lo sbarco. Altrettanto ricca di proposte la giornata di sabato 8 novembre, con proiezioni video di giovani artisti presso Documè in Via San Pio V, la performance fotografica itinerante di Paolo Saglia in Foto d’essere, resa possibile anche grazie all’ausilio del furgone messo a disposizione da PerMicro (Percorsi di Microcredito), fino ad arrivare agli spettacoli musicali della sera al Mar Rosso Afro Art Restaurant, al Biberon e a Lo sbarco. Domenica 9 novembre, ultimo giorno della manifestazione con cerimonia di chiusura in Largo Saluzzo, nei pressi della parrocchia di San Pietro e Paolo, a partire dalle ore 19, va evidenziata la presenza di DJ Grissino al Flux Lab in Via Pellico, Budra Bahr al Mar Rosso, Ginger al Biberon e Sottozero a Lo sbarco.

Il momento più divertente? Assistere alla ridda di persone, uomini e donne, che timidamente si introducevano al Maffei e al Metropol, nei famigerati templi della Torino a tinte fosche costituita da arzilli vecchietti e individui talvolta poco raccomandabili, per scoprire, non senza un certo stupore, che effettivamente Paratissima 2008 era riuscita ad approdare anche lì, dove molti di noi, se non in occasione di una “paragiornata” dedicata all’arte in tutte le sue forme espressive, non si sognerebbero mai di entrare. E’ stato per me particolarmente spassoso addentrarmi in quei luoghi, complici le luci della notte e la mostra-evento Paratissima, ripensando ad una celebre scena del film-capolavoro Taxi Driver nella quale il protagonista, l’ingenuo e disadattato antieroe insonne Travis Bickle, magnificamente interpretato da un giovane Robert De Niro, riesce a strappare un appuntamento alla ragazza dei suoi sogni ma anziché organizzare una serata romantica la accompagna in uno squallido cinema per adulti perché “questo è un film che ci vengono tutti a vederlo”. Anche se nel caso di Paratissima, considerato tra l’altro che sabato 8 novembre a Torino si è tenuta la Notte Bianca con locali e musei aperti fino a tardi in tutta la città, sarebbe meglio prendere d’esempio la pellicola Saturday Night Fever, ovvero la febbre del sabato sera, che questa volta si è materializzata ai viandanti di San Salvario con i sintomi di febbre del sabato Para, un virus contagioso ma assolutamente genuino al quale vista l’affluenza di pubblico pochi hanno saputo (o voluto) resistere.

Il Direttore


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