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a cura di Ermanno


Arte & Comunicazione

Impegno sociale e testimonianza storica

n. 55
1 dicembre 2008
(data di pubblicazione sul sito)



un giovane Florestano Vancini sul set del film “Le italiane e l’amore”



A pochi mesi dalla scomparsa del regista ferrarese Florestano Vancini, avvenuta all’età di 82 anni dopo una lunga malattia, il critico e redattore Walter Nicolosi propone in esclusiva per L’Angolo del Webmaster un rimarchevole tributo ad uno dei più raffinati interpreti del cinema italiano di ricerca. (I.D.)


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Florestano Vancini era nato a Ferrara il 24 Agosto 1926 ed è deceduto a Roma il 18 Settembre 2008; nel 1945 è divenuto giornalista del Corriere del Po, poi, nel 1951, ha iniziato a dedicarsi alla cinematografia, realizzando il cortometraggio documentaristico Delta padano, quindi ha proseguito il suo percorso artistico come aiuto regista in La donna del fiume di Mario Soldati nel 1954.

Nel 1960 ha diretto il suo primo lungometraggio, La lunga notte del ’43, tratto dal racconto Una notte del ’43 di Giorgio Bassani, ed ha così inaugurato un’encomiabile carriera di regista cinematografico, terminata nel 2005 con E ridendo l’uccise, per la quale ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come il Premio Gianni Di Venanzo 2005, il Premio Città di Ferrara nel 2008 e, nello stesso anno, la Laurea ad honorem in Filosofia, attribuitagli dall’Università degli Studi di Ferrara, mentre le sue opere hanno ottenuto un Premio Opera Prima alla Biennale Internazionale del Cinema di Venezia, una Targa Mario Gromo, un Nastro d’Argento ed un Premio Speciale della Giuria alla Biennale Internazionale del Cinema di Mosca; oltre a ciò ha anche curato la regia di due serie televisive, La piovra 2 nel 1986 e Piazza di Spagna nel 1993, ed è stato attore in Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi nel 1976.

Vancini ha sempre mantenuto un profondo legame affettivo con la sua città natale, ambientandovi opere quali La lunga notte del ’43, in cui Ferrara è stata però ricreata a Cinecittà, Amore amaro, La neve nel bicchiere ed E ridendo l’uccise, ma i saldi rapporti tra Ferrara ed il regista non sono rimasti limitati alla cinematografia, difatti egli ha attivamente collaborato alle ricostruzioni storiche su cui si sono strutturate le più importanti manifestazioni culturali organizzate dal Comune, contribuendovi con l’acume analitico e la meticolosità realizzativa che ha sempre contraddistinto ogni progetto di cui è stato artefice.

Le opere cinematografiche di Florestano Vancini sono state caratterizzate dall’impegno sociale e dalla testimonianza storica, autentiche ed imprescindibili peculiarità di un intellettuale che ha descritto la realtà a sé contemporanea e la storia senza retoriche celebrazioni, prediligendo invece una lettura obiettiva ed oggettiva dei fenomeni osservati.

Walter Nicolosi

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