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a cura di Ermanno


In Cronaca

Disagio giovanile

n. 61
20 gennaio 2009
(data di pubblicazione sul sito)



una scena del film “Nient’altro che noi” (2008) di Angelo Antonucci dedicato ad un tema scottante come il bullismo



In questo numero de L’Angolo del Webmaster l’apprezzata opinionista e blogger bresciana Renata Mucci propone una sua più che azzeccata riflessione in merito al preoccupante fenomeno dell’intima inadeguatezza vissuta in maniera sempre più rilevante da un numero crescente di adolescenti, immersi loro malgrado nel turbinìo di una società che sembra non bastare mai a se stessa. (I.D.)


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Ermanno Frassoni, Direttore de L’Angolo del Webmaster, mi ha chiesto di scrivere un pezzo per il suo “Angolo” senza indicarmi un argomento. Quindi il tema è libero.

E’ il nostro primo contatto e non vorrei deludere il giovane, entusiasta Direttore dell’Angolo, ma oggi mi frullano in testa pensieri non proprio sereni. Leggo infatti che i suicidi giovanili sono in costante aumento e - pur considerando la realtà di fatti che riflettono la laboriosità, l’impegno e l’efficienza della maggioranza dei giovani - i pensieri aleggiano in quest’ambito negativo. E il vortice dei perché mi assorbe.

Qualche esperienza, frutto del lungo cammino, mi aiuta a capire almeno che non esiste su fenomeni di questa gravità, un motivazione comune. Ognuno cova per motivazioni soggettive, la sua disperazione che sfocia nell’insano gesto, ma il malessere che li accomuna ha una matrice comune. Il malcontento e l’insofferenza del vivere in una società diversa da quella che sognavano è senz’altro alla base ma, indica anche che si trovano ad affrontare la quotidianità del vivere, con scarsa preparazione.

E torna quindi alla ribalta il “concorso di colpa” di chi, fino dalla culla, favorisce il consolidarsi di aspettative eccessivamente rosee. Non è la prima volta che sostengo la necessità di contrapporre decisi “no” ad alcune infantili richieste. Perché i “no” sono formativi in quanto evitano l’impatto improvviso con i “no” che i bambini prima e i ragazzi poi, incontrano fuori dall’ambito ovattato della famiglia.

E torniamo alla necessità di rispettare imprescindibili valori. Niente è dovuto, l’impegno é indispensabile al conseguimento dei risultati, le delusioni sono dietro l’angolo e cadere è quasi normale, ma risollevarsi è indispensabile. Questo però da subito, da primo vagito.

Consentire ai bimbi di desiderare, di meritare, di attendere. Guardiamoci dal prevenire - per un malinteso senso d’amore - i loro desideri e abituiamoli ad orientare le aspettative valutando anche le inevitabili difficoltà del percorso. Questo li metterà in condizione di non considerare la vita una specie di gioioso Gardaland nel quale li attendono solo emozioni positive.

Certamente questo non risolverà il problema del grave disagio giovanile, ma arginando le aspettative si rafforzerà la loro resistenza agli urti di una realtà, non sempre benevola. Io direi di non scartare a priori ciò che il contenuto dei concetti esposti mette in luce. Almeno, consideriamoli.

Renata Mucci

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Per ulteriori informazioni sull’attività di Renata Mucci vi invito a consultare quotidianamente il suo gradevolissimo Blog disponibile all’indirizzo http://remucci.blogspot.com . (I.D.)


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