- L'ANGOLO DEL WEBMASTER

HOME


L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


Narrativa

Franco Leonetti racconta Elena Serra

n. 69 / 70
numero doppio
6 marzo 2009
(data di pubblicazione sul sito)



la copertina del romanzo “Lysis” di Elena Serra pubblicato dalla casa editrice Enrico Folci di Montecosaro



L’idea trainante in questo numero doppio de L’Angolo del Webmaster è quella di permettere a due scrittori esordienti, entrambi piemontesi, con all’attivo un romanzo per ciascuno, di parlare l’uno dell’altro o meglio ancora di presentare l’uno il libro dell’altro. Inizia Franco Leonetti, autore di “Linea d’Ossigeno”, che ci propone un’analisi del romanzo “Lysis” di Elena Serra. (I.D.)


________________________________________________

Titolo: LYSIS
Autrice: ELENA SERRA
Editore: ENRICO FOLCI EDITORE
Distribuzione Nazionale: EDIQ - Distribuzione libraria CODEX

L’emozione non ha voce. Questo l’incipit di un celebre motivo musicale italiano di qualche tempo fa. All’interno di Lysis, invece, l’emozione stende le sua ali maestose su ogni pagina e imperversa dalla prima all’ultima parola dando voce ai personaggi. In questo libro l’emozione del lettore si alimenta corposamente scorrendo riga dopo riga, raggiungendo lo zenith sul finire della vicenda.
Nessuna apparenza contiene in sé il nocciolo del romanzo, il vero essere della trama narrata si svela poco alla volta snocciolando istinti, catturando sensazioni, imprigionando l’attenzione. Scintillante si rivela la costruzione dinamica con caratteri trasposti nel tempo che si mantengono sul filo del rasoio. Uno scritto fresco che riesce nel difficile intento di stimolare il confronto, esaltare il contraddittorio, creare nuove chiavi di lettura capaci di fondersi all’unisono in vicende stratificate lungo i secoli. Corsi e ricorsi storici rinascono da ceneri fertili dando vita a quattro storie, distanti nello spazio fisico, ma contigue al cuore come organo pulsante, creatore di vita. Quattro destini incrociati che si ritrovano aggrovigliati in un’unica ricerca: l’amore come significato gemello della vita stessa. Che cos’è l’eternità innanzi a due persone che si ritrovano per volere del proprio karma? Che cosa significa morire nel nome della passione più viscerale e catartica? Ebbene, Aria, la protagonista di Lysis, mostra nella sua semplice schiettezza che cosa significhi andare oltre le apparenze di una vita funestata da tragedie famigliari, eventi che potrebbero sradicare il flusso vitale in ogni essere umano e ridurlo ad inutile involucro senza input vitali. Aria sa specchiarsi nel prossimo, nonostante le terribili delusioni patite, per carpire la profonda essenza seppellita nella sua stessa coscienza; una donna forte ma fragile, coraggiosa ma tenera, ammaestrata alla narcolettica vita quotidiana ma pronta a ribellarsi ad un destino che pare scritto nella polvere dei secoli andati.
La bellezza del personaggio principale acquista ancor più valore gustando la vita dal profondo, tentando di non farsi condizionare dal mondo esterno e pigiando a tavoletta sul pedale dell’esistenza. Anche nei momenti bui Aria mostra un carattere indomito, impavido e reattivo al cospetto del fantasma nero che la vita frappone tra la felicità e sé. La bravura dell’autrice, che ama essere definita “scrittora” e non scrittrice, risiede nell’eccelsa qualità di saper costruire un mondo agile supportato da uno stile fresco, spontaneo, stimolante, nonostante questa sia la sua opera d’esordio. Lo stile fa la differenza: deduttivo o sorprendentemente aggressivo in certi passaggi, tiene in scacco i sensi di chi legge avvinghiandolo in spire piacevolmente accoglienti. Descrizione e capacità di sintesi si mischiano abilmente ad un acquerello dai colori vividi, strumento principe per lo sviluppo di una sagace storia thrilling con richiami al Medioevo. I sensi rivestono un ruolo primario portando al trionfo tutti i sentimenti che scorrono, ineluttabilmente, all’interno di Lysis, quasi sospesi su un ponte tibetano che si divide tra odio viscerale e cristallino afflato vitale.
“Ieri era oggi, domani sarà il passato, il presente… è tutto da vivere”. Questo spaccato illustra magicamente il sentiero percorso da questo bellissimo romanzo. L’atto di speranza che si vive tra queste pagine è commovente, le certezze estrapolate appaiono candide o macchiate ma mai lacerate per sempre. In definitiva, mi sento di salutare con un benvenuto caloroso una nuova autrice che dimostra di saperci regalare momenti di vita senza spingere su logore concezioni retoriche ma che va dritta al problema destando stupore. Immediato, fascinoso, brillante questo romanzo di Elena Serra; sentiremo parlare in futuro di lei, sono pronto a scommetterci.

Elena Serra, 44 anni, vive nella provincia di Vercelli e lavora come impiegata amministrativa presso una grande azienda di Torino che opera nella formazione professionale. Una stesura durata 4 mesi ha prodotto “Lysis”, il suo brillante romanzo d’esordio. Enrico Folci Editore ha deciso di editarlo nel maggio del 2008.

Franco Leonetti

________________________________________________



L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


Narrativa

Elena Serra racconta Franco Leonetti

n. 69 / 70
numero doppio
6 marzo 2009
(data di pubblicazione nel sito)



la copertina del romanzo “Linea D’Ossigeno” di Franco Leonetti pubblicato dalla casa editrice Davide Zedda di Cagliari



E’ ora il turno di Elena Serra, autrice di “Lysis”, che nelle prossime righe si sofferma sulle connotazioni del romanzo “Linea d’Ossigeno” di Franco Leonetti. (I.D.)


________________________________________________

Titolo: LINEA D’OSSIGENO
Autore: FRANCO LEONETTI
Editore: LA RIFLESSIONE-ZEDDA EDITORE
Distribuzione Nazionale: DEL PORTO

Linea d’Ossigeno, la storia di un uomo allo specchio che non teme la propria immagine. Con coraggio guarda il profilo sfocato della sua esistenza e, raccolte le forze, investe gli ultimi risparmi in un viaggio alla ricerca di se stesso. Una meta, quella di Ibiza, forse discutibile per lo scopo, ma che si rivelerà, nel corso della storia, la scelta giusta. Nella quarta di copertina si fa cenno ad una fuga, a me non è sembrata tale. Scappare dai problemi, far finta che non esistano e mentire a se stessi è l’atteggiamento vigliacco di chi diserta e rinuncia a se stesso. Alex Santini (il personaggio principale), si sposta fisicamente in una camera sterile lontana dalla routine inquinata, per poter sezionare e analizzare l’infezione che lo sta lentamente uccidendo. Ho provato tenerezza e commozione nei ricordi dell’infanzia che dipingono un bambino felice e spensierato, ma già molto profondo nell’affrontare, per esempio, il tema della morte. Un bimbo cresciuto, per educazione, con regole e punti di riferimento ben precisi. “Non si dicono le bugie! Si deve sempre salutare per rispetto e cortesia! Come si dice quando ti danno una cosa? Grazie!”.
E quando sei adulto ed entri nel mondo dei grandi e ti accorgi che quel mondo ti sta fottendo….. come si dice? Grazie!!! No, il nostro protagonista non ci sta. Gli era stato promesso un pezzo di cielo azzurro dove lavorare, sognare, amare ed essere amato ma non era mai riuscito a vederne il colore a causa delle nubi perenni che lo celavano. In alcune situazioni iniziali ho trovato il protagonista antipatico. Pieno di ego e superficiale, pareva guardare i suoi simili dall’alto e sputare sentenze. Con mia grande sorpresa, ho scoperto una persona amabile, talvolta tenera e molto umana, in lotta con un destino, il suo, davvero crudele. Una belva feroce che si è nutrita delle sue energie, che gli ha rubato tutti i sogni, lasciandolo sospeso nel vuoto in attesa della caduta definitiva. Ma il carattere e la forza di volontà di quest’uomo sono riusciti a scombinare i piani del fato. Alex si prende per mano e inizia un nuovo cammino. Non sa ancora dove lo porterà quella strada ma niente può essere peggio che stare ad aspettare la fine consumandosi in elucubrazioni, avvilimenti e dolore. La capacità di Franco Leonetti nell’uso del lessico è straordinaria. Una ricerca accurata e ben calibrata, assembla descrizioni palpabili. La lettura deve essere eccitante, dinamica, deve solleticare i sensi e coinvolgere a tal punto da sentirsi, non spettatore statico ma protagonista in ogni situazione. E all’interno di questo romanzo si trovano tutte le caratteristiche sopra citate!
Una peculiarità piuttosto singolare sono i contenuti musicali all’interno delle trecentocinquantasette pagine che compongono l’opera. Una vera e propria struttura portante fatta di note per tutti i gusti e un’anima Rock travolgente. Spesso durante la conquista di questa Linea d’Ossigeno, si cambia scenario. Si esce dal ritmo martellante dell’isola e ci si imbarca in piacevoli digressioni. Interessante e gustosa quella sulla cultura giapponese con un dipinto, a tenui colori, della seducente figura della geisha. Il reportage di un viaggio negli Stati Uniti che racconta le origini dei pellerossa; un intero capitolo che forse meritava una copertina e un titolo tutti suoi, talmente ricco di avvenimenti da far dimenticare per un attimo che quella è un’altra storia. Il rimpianto per gli andati anni sessanta, con i fotogrammi sbiaditi di un’Italia ingenua e commovente. “Ridere, una cosa maledettamente seria”, questa citazione si trova all’interno del ventitreesimo capitolo, seguita da un’analisi molto curata sul saper ridere. Tutti sappiamo quanto sia importante farlo e quanto sia positivo saper ironizzare su noi stessi. E’ un privilegio delle persone intelligenti. E’ mia convinzione che, tra i tratti autobiografici del libro, rientri questo, e la vittima di queste simpatiche situazioni sia proprio l’autore. Segue il capitolo delle stranezze, divertente, scanzonato ma comunque riflessivo. Questo romanzo ha carattere, ecco è il motivo per cui l’ho apprezzato pagina dopo pagina. E’ diventato un amico con cui mi sono confrontata spesso, soprattutto nei momenti più ombrosi. Certo, non ha risolto i problemi ma mi ha fatto sentire meno sola. Per capire nella sua totalità “Linea D’Ossigeno” bisogna saper apprezzare la vita appieno, in tutte le sue molteplici sfaccettature, quelle positive e quelle meno. E la citazione seguente ne è un caposaldo chiaro:
«Se senti il dovere di fare una cosa devi trovare il coraggio per farla!».
Mi inchino di fronte al lavoro prodotto da Franco Leonetti, peraltro avvolto in una copertina molto significativa, un fiammifero s’innesca e bruciando ossigeno produce una fiamma di vita, di speranza. Il messaggio è molto chiaro, è vero, ci vuole pazienza a coltivare l’ottimismo, esercitare l’introspezione e continuare a credere nei propri sogni.
E così facendo il destino, molto probabilmente, ci sorriderà!

Franco Leonetti è giornalista pubblicista, con grande esperienza di scrittura impiegata per quotidiani e magazine anche a livello nazionale. Nasce a Torino 43 anni fa. Vanta numerose competenze spese tra uffici stampa e dipartimenti di comunicazione che lo hanno spinto a cimentarsi in una nuova avventura: la scrittura del suo primo romanzo. È nato in questo modo “Linea D’Ossigeno”.

Elena Serra

________________________________________________



PAGINA PRECEDENTE

vai a Bibliografia di Franco Leonetti

vai a Bibliografia di Elena Serra

vai a Redattori L'Angolo del Webmaster

Ti è piaciuto questo numero? Scrivi un commento!

| HOME | CRITICA | RICONOSCIMENTI | ESPOSIZIONI | GALLERIA OPERE |

| SPECIALI | INTERVISTE | PUBBLICAZIONI | VIDEO | CONTATTI |

| L'ANGOLO DEL WEBMASTER | SCRIVI PER L'ANGOLO |

| A VELE SPIEGATE |

| SFONDI GRATIS PER DESKTOP | SITI CONSIGLIATI |

Firma e/o Leggi il nostro GUESTBOOK!

entra nel nostro FORUM