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a cura di Ermanno


Storie di Sport

Buoni o cattivi, comunque grandi

n. 8
27 dicembre 2005
(data di pubblicazione sul sito)



è proprio vero, anche in Formula Uno gli esami non finiscono mai



Non siamo a scuola, io non sono un professore né aspiro a diventarlo. Tuttavia, da appassionato di automobilismo con un occhio rivolto al 2005 e l’altro all’ormai imminente 2006, ho pensato di redigere una mia personalissima (e discutibilissima) pagella con relativi voti e commenti finali per tutti quei piloti “colpevoli” di aver “timbrato il cartellino” di partecipazione al Mondiale 2005 di Formula Uno. Un curioso antipasto post-natalizio che potrebbe risvegliare l'appetito di quei tifosi impazienti di assistere al Mondiale 2006.
I criteri di valutazione vanno da zero a dieci… buon divertimento!


M. SCHUMACHER (voto 6,5): Qualche sprazzo qua e là con una F2005 che di sicuro non gli rende facile il lavoro né lo incita a fare di più. In condizioni del genere anche le motivazioni di un sette volte campione del mondo vengono a mancare. La sufficienza (data da un non ferrarista) ci sta tutta. L’età e la motivazione non c’entrano, le carenze del mezzo sì.

R. BARRICHELLO (voto 5): Deludente. Il suo 2005, ultimo anno per lui in tuta Ferrari, è da dimenticare. Nella parte finale della stagione di certo avrà influito la consapevolezza di essere un “intruso” in squadra visto l’ingaggio del connazionale Felipe Massa, ma come scusante non basta. La sua stagione è insufficiente e nel 2006 Rubens dovrà darsi da fare alla ex Bar ora divenuta Honda per cancellarsi di dosso l’antipatica etichetta di “fedele scudiero”.

J. BUTTON (voto 7): Una stagione poco proficua per un pilota che nel 2000 esordì inaspettatamente in Formula Uno al volante della Williams nonostante la sua scarsa esperienza in monoposto. All’epoca sembrò un fenomeno, ora, non è dato a sapere se più per colpa sua o per colpa della Bar, si è “seduto” e varcata la soglia dei 100 Gran Premi disputati aspetta ancora la prima vittoria. E’ veloce, ma nel 2005 ha di sovente messo in mostra una condotta di gara rinunciataria che non lo ha portato a cogliere risultati particolarmente degni di nota. Vedremo nel 2006 chi la spunterà tra lui e il nuovo arrivato Rubens Barrichello.

T. SATO (non giudicabile): Non posso esprimermi su di un pilota che nel 2004 ha fatto faville andando a cogliere un podio nel Gran Premio degli Stati Uniti e diversi piazzamenti utili nelle altre gare per poi “perdersi” in un 2005 per la Bar alquanto problematico. E’ sicuramente il miglior pilota giapponese che sia mai sceso in pista nella storia della Formula Uno, credo però che la sua poca esperienza lo abbia tradito. Un pilota giovane, com’è Sato, a mio modo di vedere si esalta con una squadra di alto livello com’era la Bar nel 2004, poi però tende a “sciogliersi” quando, magari già l’anno successivo, si ritrova a dover guidare una vettura piena di problemi che non regge il passo delle migliori. E’ la stessa cosa che accadde a Button quando dopo una positiva stagione in Williams si accasò alla Benetton dove trovò problemi più grandi di lui, insostenibili per un ragazzo allora poco più che ventenne non ancora in possesso di un bagaglio tecnico necessario a fronteggiare situazioni del genere. Infatti Button sprofondò nell’anonimato e per qualche momento parve addirittura che sarebbe rapidamente sparito dalla cerchia dei piloti di Formula Uno. Button ha poi trovato una sua nuova dimensione alla Bar e questo è storia nota, mi auguro quindi che il buon Takuma, peraltro a me molto simpatico, abbia la forza di reagire ad un momento e ad una squadra (la Bar) che ha pensato bene di voltargli subito le spalle.

A. DAVIDSON (non giudicabile): Sostituisce l’indisponibile Sato per un solo Gran Premio e la sua gara dura ben poche curve dal momento che il motore Honda lo lascia subito a piedi. Come collaudatore ha mostrato di essere velocissimo, impossibile però valutarlo come pilota di Gran Premi. Nella sua carriera “attiva” solo una breve apparizione su Minardi nel 2002 quando peraltro non aveva dato prova di grande resistenza fisica. Deve darsi da fare a trovare una sistemazione da titolare se non vuole fare il collaudatore a vita.

F. ALONSO (voto 9,5): Una stagione memorabile costellata da successi importanti grazie anche ad una vettura sempre affidabile e redditizia. Un inizio piuttosto cauto (terzo in Australia), poi l’esplosione mentre il suo compagno di squadra arrancava senza più riuscire a trovare il bandolo della matassa. Il titolo 2005 se lo merita tutto, ma deve dividerlo con Flavio Briatore e lo staff tecnico della Renault. Non sbaglia quasi mai, unica pecca evidente il contatto a muro in Canada e il nervosismo da lui mostrato proprio a Montreal quando chiedeva ripetutamente via radio al team di avvertire Fisichella di lasciarlo passare. Questo è il motivo per cui non posso dargli 10. E’ il nuovo Michael Schumacher? Secondo me è Fernando Alonso, non esistono nuovi Michael Schumacher così come non esistono nuovi Ayrton Senna, Nigel Mansell e Alain Prost. Con una ulteriore certezza: nel 2006 sarà più dura e, almeno questa è la mia sensazione, con la sua vittoria nel 2005 non si apre nessun ciclo Alonso. Gli avversari non mancano e hanno tutti il coltello tra i denti per vendicare gli “sgarbi” del 2005.

G. FISICHELLA (voto 6): Un inizio da campione nel primo Gran Premio in Australia, poi il buio, un po’ per colpa sua, un po’ per colpa di errori del team. Nel finale di stagione si riprende bene, in Giappone rischia addirittura di portare a casa la seconda vittoria dell’anno se non fosse per un Raikkonen furioso con una McLaren in stato di grazia. Soffre l’ottimo stato di forma del suo compagno di squadra Fernando Alonso ma contribuisce al successo Renault nel Campionato Costruttori. La sufficienza è meritata, adesso “Fisico” è chiamato ad un 2006 da protagonista se vuole riscattarsi da uno “strano” 2005 e dimostrare a tutti di essere un top driver. In quanto a piloti promettenti la Renault ha solo l’imbarazzo della scelta e Fisichella dall’alto dei suoi 32 anni lo sa bene. Tocca a lui tirar fuori la scorza del pilota esperto e affamato che è nella sua natura.

M. WEBBER (voto 5): Al suo debutto, Gran Premio d’Australia 2002, raccolse i suoi primi punti mondiali al volante di una non irresistibile Minardi. A qualcuno sembrò di aver trovato l’erede naturale di Alan Jones, ma quattro anni dopo lo scenario è notevolmente cambiato. Dopo due inutili stagioni alla Jaguar Webber ha finalmente avuto l’occasione di approdare in un team di livello qual è sempre stato la Williams. Una prima parte disastrosa, costantemente “bastonato” dal meno quotato compagno di squadra Nick Heidfeld, ha lasciato spazio ad un finale più incisivo o se non altro decente per un pilota Williams del giorno d’oggi. Ha iniziato il suo 2005 con eccessiva spavalderia e l’ha concluso con mille dubbi ed incertezze sul suo reale potenziale e sul suo futuro da pilota di Formula Uno. Gli gioverebbe pensare più ai suoi limiti che a quelli degli altri (vedi le immotivate critiche rivolte a Pizzonia prima e ad Heidfeld poi). Nel 2006 ambisce al ruolo di pilota leader della Williams. Auguri.

N. HEIDFELD (voto 7): A inizio carriera pareva un predestinato. Coccolato dalla Mercedes, debutta in Formula Uno nel 2000 sulla inguardabile Prost dopo aver fatto fuoco e fiamme in Formula Tremila. Ma quando alla Mercedes devono scegliere il sostituto di Hakkinen gli preferiscono l’allora “sbarbatello” Raikkonen che l’anno prima aveva corso in Sauber oltretutto con i motori prestati dalla Ferrari! Il contratto che lo legava alla Mercedes va in fumo e Heidfeld si ritrova spiazzato. Cerca di costruirsi un futuro alla Sauber, a fine 2003 però rimane a piedi e sembra sulla via di abbandonare il grande Circus. Nel 2004 lo salva in corner la proposta di Eddie Jordan che gli offre un posto da titolare nel suo team. Nick “the Quick”, così lo chiamano i tifosi, ci mette tanta buona volontà ma con una Jordan del genere è difficile farsi vedere. Sorpresa, nel 2005 eccolo pilota titolare alla Williams, preferito ad Antonio Pizzonia. La stagione di Heidfeld in Williams è a mio parere esaltante, per lui arrivano anche la prima pole position della carriera e vari piazzamenti sul podio. Demolisce il suo compagno di squadra, quindi opta per il passaggio alla Bmw. Dalla sua ha la giovane età e l’esperienza maturata in sei stagioni di Formula Uno, adesso bisognerà vedere se la Bmw saprà impiegare con intelligenza le risorse necessarie per emergere.

A. PIZZONIA (voto 5): E’ stato messo nelle condizioni di esprimersi al meglio nelle poche gare disputate per la Williams in sostituzione dell’infortunato Heidfeld, ciononostante il brasiliano ha sprecato le sue occasioni tanto che nel 2006 al fianco di Webber ci sarà Nico Rosberg. L'unico dubbio consiste nel perchè in Williams abbiano deciso di tenere Webber e sacrificare il solo Pizzonia. Onestamente credo sia fuori dal giro che conta in Formula Uno.

K. RAIKKONEN (voto 9): Una tigre, una forza della natura che si “beve” le curve come fossero bicchieri di vodka. Durante l’anno non ha praticamente mai commesso errori ma il propulsore Mercedes montato sulla sua McLaren lo ha spesso e volentieri lasciato a piedi sul più bello. Una stagione da incorniciare, ciononostante il titolo è andato ad Alonso. Come diceva Enzo Ferrari la sfortuna nel mondo delle corse non esiste e, aggiungo io, se anche esistesse serve a ben poco visto che i mondiali non si vincono facendo “tenerezza” alla gente per le proprie disavventure. La legge del Circus è spietata e mi è quindi impossibile dargli un voto superiore.

J.P. MONTOYA (voto 7,5): Il colombiano comincia a preoccuparmi. La sua prima stagione in McLaren è tutto sommato positiva, anche se a spezzare l’armonia ci ha pensato un infortunio che lo ha costretto a saltare un paio di Gran Premi. Le gare che ha vinto le ha vinte alla grande, da dominatore, ma risulta difficile perdonargli un errore come quello commesso nelle qualifiche in Germania dove ha gettato al vento una sicura pole position per eccesso di foga. Nel 2006 deve spiccare il volo e dimostrarsi redditizio come e più di Raikkonen, altrimenti Ron Dennis per il 2007 potrebbe decidere di lasciarlo a casa. Mi aspetto un colpo di reni da parte sua, ma forse sono un po’ di parte dal momento che lo seguo con interesse ed ammirazione dai tempi in cui trionfava in Formula Tremila. Nella serie anticamera alla Formula Uno e nella Formula Cart in America ha vinto tutto quello che c’era da vincere, nella massima serie per monoposto deve ancora ritagliarsi un ruolo importante. La grinta non gli manca, veloce è veloce, adesso è ora di concretizzare.

P. DE LA ROSA (voto 6,5): Sostituisce momentaneamente Montoya e va subito a punti sfiorando la zona podio. Dimostra di non essere solo un abile collaudatore ma anche un pilota con delle buone potenzialità in gara. Sarebbe però fondamentale valutarne il comportamento nell’arco di un intero Campionato al fine di dare un giudizio più probante. Si meriterebbe senz'altro un ruolo da titolare, in quale scuderia è tutto da decidere.

A. WURZ (voto 6,5): Rileva a sua volta il posto di De la Rosa. Anche l’austriaco marca subito punti nella gara del suo ritorno alla Formula Uno “attiva” dopo alcuni anni trascorsi nell’ombra da collaudatore McLaren. Il giudizio è positivo, ma vale lo stesso discorso fatto per De la Rosa. Sarebbe importante vederlo disputare un’intera stagione per poterlo giudicare con più attenzione e obiettività. Oltre a questo va detto che Wurz, a parte il Gran Premio di Spagna 2005, non prendeva parte ad una gara di Formula Uno dal lontano 2000 all’epoca della Benetton. Come per De la Rosa si tratta di un voto di stimolo in attesa, spero, di scoprirlo meglio.

F. MASSA (non giudicabile): Non mi convince sin dal suo tormentato debutto in Formula Uno. Veloce ma discontinuo, non immune da errori, sarà il nuovo compagno di squadra di Michael Schumacher alla Ferrari nel 2006. Non condivido la scelta operata ai vertici della Casa di Maranello ma potrei anche sbagliarmi. Fatto sta che non saprei proprio come giudicare il 2005 del brasiliano. Prestazioni troppo diverse tra loro, Gran Premio dopo Gran Premio, per poterlo valutare in modo costruttivo. Rimandato al 2006 con tutti gli interrogativi del caso.

J. VILLENEUVE (voto 5): Il canadese disputa la sua prima stagione in Sauber dopo un 2004 che lo ha visto rientrare in Formula Uno su Renault nelle ultime gare “pagando” con gli interessi il periodo di inattività. La sua stagione è quantomeno interlocutoria. Villeneuve sembra faticare ad adattarsi alla Formula Uno odierna, o forse è questione di scarsa motivazione. A fine 2003, licenziato dalla Bar, Villeneuve disse che sarebbe tornato a correre solo con un top team. Ciò è avvenuto, anche se per poche gare, nel 2004 con la Renault. Nel 2005 però Jacques si è accasato alla Sauber perché probabilmente non aveva altre offerte con la consapevolezza di trovarsi in un team piuttosto scadente con tutte le problematiche del caso. Dopo un inizio in sordina Villeneuve ha saputo comunque ottenere qualche bella prestazione soprattutto in qualifica, battendo talvolta il suo compagno di squadra. Il mio voto è 5 perché voglio ancora credere nelle capacità di Jacques, reo di aver buttato via gli anni migliori in una scuderia, la Bar di allora, che non ne combinava una giusta. Se le sue prestazioni non dovessero migliorare il 2006 sarà l’ultima stagione in Formula Uno del canadese, il quale tra l’altro si troverà in una squadra, la Bmw, che ha fatto di tutto per appiedarlo con un anno d’anticipo rispetto alla scadenza del suo contratto. Inutile dirlo, non si troverà nell’ambiente ideale per cercare il riscatto.

D. COULTHARD (voto 6,5): E’ il pilota, esperto e calcolatore, difficilmente sopra le righe, di cui la Red Bull aveva bisogno. Dal canto suo Coulthard mette al servizio della squadra la sua comprovata esperienza riuscendo in varie occasioni a raccogliere punti pesanti per un team al debutto. Dopo la separazione dalla McLaren tutti lo davano per finito, David invece ci ha creduto ed è riuscito a proseguire la sua carriera in Formula Uno. Probabilmente, o almeno questo è quanto si dice in giro, Coulthard lascerà a fine 2006. Per il momento non delude le aspettative, va però detto che le sue grandi occasioni le ha avute e se le è giocate tutte come meglio ha voluto (o potuto).

C. KLIEN (voto 6,5): Un’altra storia rispetto al 2004. L’austriaco si dimostra più maturo rispetto all’anno del debutto con la Jaguar, nel confronto diretto con Coulthard non sfigura. Nel 2006 deve però mostrare qualcosa in più, la concorrenza di Liuzzi e Speed si fa sentire.

V. LIUZZI (non giudicabile): Troppe poche gare per esprimere un giudizio. Il campione uscente della "vecchia" Formula Tremila Internazionale si presenta con un palmares di tutto rispetto, ma si sa che la Formula Uno è una giungla e i precedenti valgono ben poco. Nel 2006 correrà sulla nuova Toro Rosso ex Minardi in attesa di una stabile promozione in Red Bull. Dipende solo da lui.

J. TRULLI (voto 8): Come pilota secondo me non ha niente da invidiare ad Alonso e Raikkonen. E’ un driver completo, maturato psicologicamente grazie anche alla "querelle" del 2004 con Briatore che lo ha portato a lasciare la Renault per accasarsi alla Toyota. Peccato, mi sarebbe piaciuto vederlo in Renault nel 2005 al posto di Fisichella. La sua stagione è in ogni caso caratterizzata da prove molto convincenti e diversi piazzamenti sul podio. L’uomo della riscossa Toyota è lui, adesso devono solo dargli una monoposto all’altezza delle “big”.

R. SCHUMACHER (voto 6): Continua a lasciarmi perplesso. Come pilota è buono, per carità, non ha l’indole del campione (e di suo fratello maggiore, per intenderci), anche se il più delle volte svolge bene il “compitino”. Ha subito molto da Trulli e non può permettersi di proseguire su questa linea ancora per molto soprattutto se vuole correre per una squadra come la Toyota il cui obiettivo, almeno nelle intenzioni, è vincere il titolo mondiale.

T. MONTEIRO (voto 6,5): Non si può dire un fulmine di guerra e probabilmente non lo sarà mai, tuttavia il portoghese ha portato a termine tutti i Gran Premi della stagione 2005 eccetto uno nonostante avesse l’handicap non indifferente di guidare una Jordan. A Indianapolis si è tolto la soddisfazione di terminare a podio anche se effettivamente non è che avesse molti rivali ad impensierirlo. Ciò che conta, comunque, è che ha vinto la sua personale battaglia con il compagno di squadra Karthikeyan che a inizio stagione godeva di maggiore considerazione rispetto al lusitano. Guadagnandosi con merito la riconferma in quella che è diventata la Midland F.1.

N. KARTHIKEYAN (voto 4): Una delle peggiori sorprese del Mondiale 2005. Sarà anche il primo indiano a mettere piede in Formula Uno, ma questo non lo autorizza a creare scompiglio in ogni Gran Premio che lo vede al via. Battuto nel confronto alla pari con Monteiro, nel 2006 pare orientato verso un più tranquillo ruolo da tester alla Williams. Ha (s)ballato una sola estate, temo…

C. ALBERS (voto 6): Con le ruote coperte è sempre stato al top, in Formula Uno si trova a dover fare i conti con la crisi tecnico-economica della Minardi. Fa del suo meglio anche se alcune volte commette degli errori. La sufficienza, seppure risicata, se la merita per aver comunque creduto nelle (scarse) potenzialità della Minardi. Nel 2006 passerà alla Midland, vedremo se sarà capace di mettere a frutto l’esperienza di un anno in Minardi.

P. FRIESACHER (voto 5): Inizia bene il Campionato, è spesso più veloce di Albers, poi all’improvviso si “perde” e subisce il confronto diretto con il suo compagno di squadra. Viene appiedato per motivi di budget a stagione in corso, ma sinceramente non mi ha entusiasmato pure con tutte le scusanti (debuttante in Formula Uno) a suo carico.

R. DOORNBOS (voto 6): Olandese come Albers ma trapiantato a Viareggio, Doornbos è l’uomo che rimpiazza Friesacher in Minardi e fin dai primi approcci dimostra di saper tenere il passo del più esperto compagno di squadra. Il voto è lo stesso di Albers per l'impegno profuso nei pochi Gran Premi disputati, sarebbe però utile poterne valutare il rendimento nell'arco di un'intera stagione di gare. Nel 2006 farà il collaudatore alla Red Bull nella speranza che la sua carriera in Formula Uno non si areni ancora prima di essere cominciata sul serio.


NOTA DEL WEBMASTER: i suddetti voti e commenti sono opinioni personali di Ermanno il quale ritiene di poter esprimere liberamente il proprio parere nei confronti di uomini, i piloti di automobilismo, che già soltanto per il mestiere che fanno possono essere indistintamente considerati come dei moderni eroi.

Il Direttore


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