- L'ANGOLO DEL WEBMASTER

HOME


L'Angolo del Webmaster

a cura di Ermanno


In Cronaca

Un’estate fa

n. 91
11 agosto 2009
(data di pubblicazione sul sito)



una ragazza davanti all’ingresso della discoteca Hollywood a Lloret de Mar, nota località balneare spagnola



Cerchi ‘Lloret de Mar’ su google.it e nella nutrita lista di risultati ti compare in bell’evidenza il riferimento di un sito Internet italiano che recita testuale: Lloret de Mar: Il tempio del divertimento spagnolo. Ubicata nella provincia di Girona, nell’accogliente Catalogna, in Spagna, questa tutto sommato piccola cittadina (meno di trentacinquemila abitanti), è divenuta negli ultimi anni una rinomata località balneare, distante peraltro soli sessanta chilometri da Barcellona. Per i giovani turisti italiani, olandesi, tedeschi e russi, Lloret de Mar non ha più segreti, visto che proprio nella sopraccitata località catalana, sorgono ambite discoteche e un casinò in grado di catturare le attenzioni di una miriade di potenziali giocatori. Non mancano le strutture alberghiere, un po’ per tutte le tasche, mentre chi ha avuto modo di mettervi piede nelle torride estati piuttosto che in primavera, complice il solitamente invitante clima iberico, è pronto a giurare sull’immacolata limpidezza delle acque.

Eppure qui, in Costa Brava, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2008, la nostra connazionale Federica, ventitreenne padovana in vacanza a Lloret de Mar, scompare nel nulla senza più lasciare traccia, salvo poi essere ritrovata priva di vita, strangolata, così si apprenderà, da un certo Victor Diaz Silva, presentato dai media nazionali come El Gordo, a causa della sua ingombrante costituzione fisica. Il paradiso dei giovani, o almeno quello che era stato pubblicizzato sui volantini di mezzo mondo come tale, aveva mietuto una vittima, nella fattispecie una ragazza italiana inconsapevolmente finita nelle mire del personaggio sbagliato.

Ora, pur non volendo rinvangare episodi ormai consegnati alla (triste) cronaca del nostro Paese, né tanto meno coinvolgere direttamente nella tenzone una ragazza scelta quale pietra sacrificale dalle barbare circostanze, mi sembra doveroso evidenziare, ancor di più nel periodo estivo, l’importanza del cosiddetto sballo controllato, più precisamente quello che non necessita di particolari azioni per ottenere il raggiungimento dell’agognato svago.

E’ ancora fresca la notizia che vede gli esponenti di spicco del comune di Milano, comprensibilmente preoccupati dal sempre maggior numero di minorenni dediti ad un eccessivo consumo di alcolici nei fine settimana della movida meneghina, introdurre l’obbligo di esibire la carta d’identità ai gestori degli esercizi commerciali, in modo da precluderne l’inopinato consumo agli under 16. Basterà, la nuova legge, a dissuadere gli irriducibili dal bicchiere facile? Difficile stabilirlo ora, anche se da diverse parti d’Italia sono giunti incoraggianti plausi all’iniziativa milanese, come a voler testimoniare che forse, per salvaguardare le nuove generazioni, costantemente alle prese con i disorientanti riferimenti incautamente propinati da giornali e televisioni, c’è bisogno di provvedimenti concreti e non soltanto di più o meno velati ammonimenti materni.

Qual è, dunque, la via più semplice per ghermire l’apparentemente inafferrabile divertimento responsabile? Al di là del fatto che, salvo casi particolari, non molto si può imputare alla (presunta) scarsa educazione impartita da genitori ed eventuali altri parenti, sarebbe probabilmente più saggio cominciare a pensare con la propria testa, fuggendo il famelico branco, se non altro con l’obiettivo di sapere d’aver sbagliato da soli. A Federica, descritta come una ragazza attenta ai potenziali pericoli della nostra talvolta malandata società, il destino, materializzatosi sottoforma di quel Victor Diaz Silva pronto a qualsiasi nefandezza pur di carpirne l’anima, ha riservato una fine tragica, un epilogo che ben difficilmente una qualsiasi persona avrebbe pensato di dover vivere sulla propria pelle. A volte non è sufficiente alzare la guardia, meglio però non lesinare i calcoli e compiere scelte antipaticamente ovvie piuttosto che trepidamente arrischiate. A prescindere, sia chiaro, dalla vicenda che poco più di un anno fa ha portato via per sempre all’affetto della sua famiglia e degli amici una ragazza di appena ventitré anni.

In conclusione, chi vuole andare in discoteca ci vada tranquillamente, visto che non rientra nelle intenzioni della presente rubrica creare inutili allarmismi ai danni di realtà di per sé non stigmatizzabili. Il divertimento pulito è il sale dell’estate, come del resto ho scritto di mio pugno nel primo numero cartaceo de “L’Angolo del Webmaster”, in questo periodo in fase di distribuzione nella località di Andora, situata nel savonese. Ma ricordate… restate sobri se dovete mettervi alla guida ed evitate, se potete, di cacciarvi in situazioni poco piacevoli.

Buone vacanze, “L’Angolo” si concede una breve pausa e torna il 27 agosto con l’ultimo capitolo dell’appassionante lavoro di ricerca della storica dell’arte e redattrice Antonietta Nista, incentrato sulla figura dell’artista-non artista Maurizio Cattelan.

Il Direttore


PAGINA PRECEDENTE

Ti è piaciuto questo numero? Scrivi un commento!

| HOME | CRITICA | RICONOSCIMENTI | ESPOSIZIONI | GALLERIA OPERE |

| SPECIALI | INTERVISTE | PUBBLICAZIONI | VIDEO | CONTATTI |

| L'ANGOLO DEL WEBMASTER | SCRIVI PER L'ANGOLO |

| A VELE SPIEGATE |

| SFONDI GRATIS PER DESKTOP | SITI CONSIGLIATI |

Firma e/o Leggi il nostro GUESTBOOK!

entra nel nostro FORUM