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a cura di Ermanno


In Cronaca

Una lettera anomala per Babbo Natale

n. 99
20 dicembre 2009
(data di pubblicazione sul sito)



chi, anche in età adulta, non ha avvertito almeno una volta l’esigenza di scrivere una lettera a Babbo Natale?



Contrariamente a quanto la logica lascerebbe in un primo momento pensare, non sempre le festività natalizie riescono a far affiorare in superficie il profilo migliore della nostra società: capita quindi che, ben prima del 25 dicembre, in televisione si debba assistere a continui richiami consumistici, dalla pubblicità degli immancabili panettoni a quella di una determinata compagnia telefonica in vena di regali (?), senza dimenticare gli insistenti servizi di chiusura dei principali telegiornali, impegnati a confezionare “speciali” di dubbio gusto e notevole tediosità incentrati su come sperperare i propri denari ai mercatini di montagna, o sul metodo più conveniente per abbuffarsi con buona pace di chi non se lo può permettere o ha ben altri problemi (magari anche legati alla salute) da affrontare.

E’ invece meno comune ma decisamente utile soffermarsi su una breve e al tempo stesso toccante lettera indirizzata al personaggio più amato dai bambini di tutto il mondo, così come ha deciso di fare la nota opinionista e blogger bresciana Renata Mucci, comprensibilmente preoccupata dal proliferare di alcune realtà che presuppongono quanto meno un’attenta riflessione.

In questo numero de L’Angolo del Webmaster lascio quindi spazio all’autrice di Caleidoscopio (Editore Lulu.com), preziosa raccolta di articoli e interventi firmati Renata Mucci, perfettamente in grado di focalizzarsi su certi aspetti apparentemente scontati che meriterebbero una maggiore sensibilizzazione a livello sociale.

Il Natale, mi preme ricordarlo, è innanzitutto una importante ricorrenza religiosa per i credenti e una sentita festa per i bambini, ma ridurre la nascita di Gesù ad una insipida carrellata di gioielli e dolciumi assortiti avrebbe davvero il sapore della sconfitta. (I.D.)


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Dicembre 2009

Caro Babbo Natale,

vuoi per una volta ascoltare la preghiera di chi è stata bambina tanti, tanti anni fa? Non ti ho mai scritto perché nonostante tutto, penso che la vita sia stata buona con me, ma adesso – pensando serenamente che le occasioni di scriverti potrebbero non essere molte, ti chiedo qualcosa di importante per i bambini di tutto il mondo.

Non giocattoli, ma doni essenziali per un’esistenza serena. Dobbiamo già confrontarci con le malattie, con la morte e con tutto ciò che è inevitabile, ma mi piace pensare che i bimbi di oggi possano evolversi veramente! La mia voce è debole, ma appassionata e – per quel futuro che non mi riguarda – ti chiedo, caro Babbo Natale, aiuta l’umanità a ritrovare un po’ di buon senso. Siamo tutti stanchi di ucciderci tra di noi per motivi talvolta incomprensibili.

Morire in molti per la volontà di pochi, non mi è mai sembrato giusto. I soldati sono adesso, tutti volontari, ma i civili che vengono coinvolti e che quando non muoiono rimangono invalidi, non hanno scelta. Sprona "i grandi della terra" ad intraprendere la strada della diplomazia. Ti sto pregando, caro, Grande Vecchio.

E poi vorrei che i costruttori di abitazioni, ospedali e scuole pensassero che lì dentro potrebbero trovare dimora i loro figli, i loro nipoti e si liberassero della squallida, colpevole esosità che li porta a costruire con materiali inadatti e su terreni instabili o franosi.

E poi vorrei che ti adoperassi per ottenere che i notiziari non si limitassero ad annunciare che l’aria è densa di veleni, ma che annunciassero che si sta facendo il possibile per renderla respirabile.

E poi, e poi, provaci tu a ricordare a tutti che per andare avanti bisogna, talvolta, fare qualche passo indietro. Tornare ai passi lenti, alle gioie semplici. I miei occhi ricordano i tempi della parsimonia, dell’avversione verso lo spreco e rivivono i disagi di ore tristissime, di guerra, di freddo e di privazioni, i tempi dell’odio, che non dovrebbero tornare. Mi piace pensare che ti impegnerai e farai da intermediario, caro Babbo Natale, perché nella tua postazione vicina a Dio, dovrai chiedere il suo aiuto, se vorrai veramente realizzare i miei sogni.

Io credo ancora, sai, a Babbo Natale e – sottovoce aggiungo – credo ancora nell’amore e negli uomini. Con immensa fiducia mi firmo Renata Mucci - Brescia.

Renata Mucci

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Per ulteriori informazioni sull’attività di Renata Mucci vi invito a consultare quotidianamente il suo gradevolissimo Blog disponibile all’indirizzo http://remucci.blogspot.com . (I.D.)


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