- Edmondo Astaldi

HOME

PERCORSI D'OGGI, Rassegna di Letteratura-Arte-Attualità, anno XXII - n. 4 - Luglio-Agosto 2006

LA COPERTINA

Franco Frassoni

"Percorsi d'oggi" di Luglio-Agosto 2006 dedica la copertina ad un'opera di Franco Frassoni.
In questo numero: recensione a cura di Edmondo Astaldi e riproduzione fotografica di altri due dipinti eseguiti dall'artista.


A Franco Frassoni bisogna riconoscere il merito di esprimersi in quella piena ed appagante libertà creativa che gli discende dall'essersi accostato alla pittura e di averla appassionatamente abbracciata da autodidatta innamorato dei colori, ai quali consegna la sua unanimemente riconosciuta dimensione emotiva, nutrita di osservazioni, di evocazioni, di sensazioni che per altri sarebbero fugaci, superficiali, circostanziate contiguità visive, mentre in lui si trasformano in sedimentato patrimonio memoriale.

La stessa soggettistica cui egli fa ricorso per esprimersi in termini di denudata e scarnificata chiarezza è sintomatica del suo concepire la conversazione affidata al pennello con grumi di cromie pastose ed istintive, dove non è difficile scorgere la sua propensione all'essenzialità dell'impianto, nel cui corpus la definizione è trascurata con l'intento di lasciare l'osservatore non vincolato nel trarre le personali e consequenziali valutazioni.

La sua è una tavolozza che fonde innocenza e primitività, concrescenza e umoralità, desiderio di ritrovare, o quantomeno immaginare, tutto per sé un mondo nel quale ciò che appartiene all'alienante componente tecnologica è bandito, così come è rimosso totalmente dalla sua interiorità.

Frassoni è lungi dal seguire o dall'imporre canoni perentori e definiti, preferendo cimentarsi con un esercizio ludico che appaghi prioritariamente lui come detentore e mediatore di situazioni esistenziali, dove la componente naturalistica è sempre presente, sia che la figura umana sia introdotta, sia che essa venga categoricamente avulsa dal contesto medesimo.

Nel pittore genovese ogni pagina è un divertissement all'insegna dell'evasione e della fuga dal reale, supportata da connotazioni scheletriche ma embrionalmente essenziali, ed egli osserva la quotidianità così come la assimilerebbero gli occhi di un fanciullo non ancora contaminati dalle deformazioni e dalle sovrastrutture imposte dal vivere comune, perchè così esige il malinteso senso di civiltà preconfezionata che spesso ci impone di relegare gli spazi di libertà in mortificanti confini di aridità o in steccati di fredda e sterile vegetazione umana.

Edmondo Astaldi


PAGINA PRECEDENTE

| HOME | CRITICA | RICONOSCIMENTI | ESPOSIZIONI | GALLERIA OPERE |

| SPECIALI | INTERVISTE | PUBBLICAZIONI | VIDEO | CONTATTI |

| L'ANGOLO DEL WEBMASTER | SCRIVI PER L'ANGOLO |

| A VELE SPIEGATE |

| SFONDI GRATIS PER DESKTOP | SITI CONSIGLIATI |

Firma e/o Leggi il nostro GUESTBOOK!

entra nel nostro FORUM