
Lo deduciamo dalla constatazione che egli, in ogni dipinto che sortisce dal suo pennello, ripropone, sì, l'immagine che lo stimola, ma vi aggiunge quella patina di autobiografismo che gli fa ripercorrere un cammino che si prolunga a ritroso nel tempo, in una sorta di itinerario à rebours, al punto da giustificare la massima di Goethe, secondo la quale merito dell'artista in genere è la capacità di ritrovare l'infanzia a proprio piacimento ed interpretarla con le sensazioni e con i ricordi che il tempo ha in lui sedimentato.
Ed aggiungeremmo, sulla scorta di quanto asseriva Schiller, che chi crea deve essere prima innamorato e poi descrittore delle proprie emozioni.
Infine, in questo loisir che caratterizza l'ispirazione di Franco Frassoni, il quale dipinge situazioni attuali ma anche eventi legati a tempi lontani, non possiamo non ricollegarci a quanto sosteneva Michel de Montaigne, quando scriveva: “Poter gioire degli anni trascorsi è vivere due volte”.
Dario Solimena