- Maurizio Vitiello

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IL QUOTIDIANO DI CASERTA, articolo pubblicato sul n. 65 del 18 marzo 2006

Cultura

Incontri e prospettive d'autore

Un asterisco per la pittura di Franco Frassoni

a cura di Maurizio Vitiello



"Il Quotidiano di Caserta" del 18 marzo 2006 dedica un'intera pagina a Franco Frassoni con recensione critica di Maurizio Vitiello


Il pittore Franco Frassoni è nato a Genova ed ora risiede a Torino.
Ha incominciato nei primi mesi del 1938 a disegnare e proprio in quell’anno riuscì a guadagnare 5 lire con la pubblicazione, sul periodico “Topolino” - per la rubrica “Gli Artisti di Topolino” -, della prima opera eseguita, intitolata “Il duello tra Marco Brunod e il conte di Champorcher”, con due personaggi dei fumetti allora in voga.
Oggi, Franco Frassoni continua e frequenta il campo artistico ed il suo “far pittura” si presenta ancor più interessante e compatto, nonché accattivante per la sua resa, determinata da una semplificazione disegnativa e da una scena compositiva estremamente rarefatta.
Il senso minuto della realtà domina gli scenari che il pennello di Franco Frassoni costruisce.
Paesaggi metafisici di forte sapore mediterraneo, visioni d'insieme, scenografie pulite da assillanti metropoli, macchie di scenari verdi guadagnano con pulizia lo spazio della tela.
La mano di Frassoni conquista, passo dopo passo, tessiture di panorami reali, ma anche fortemente immaginati, selezionati.
E da queste tessiture emergono visioni sospese tra sogni opachi ed emozioni rivitalizzate.
Cromatismi mediterranei segnati da minime figurazioni, intervallate da luci ed ombre, intendono far vibrare memorie e surrealtà ecologiche.
L'artista dettaglia circostanze visive ed imposta sequenze di piccoli elementi figurativi, fantastici e vitali, sotto l'impulso di una partitura nettamente semplice.
Produce, infatti, illustrate composizioni di tono garbato, delicato.
Nella misura di Franco Frassoni possiamo riconoscere un’attenzione al particolare, che è situato quale referente utile per meglio comprendere le relazioni tra uomo e natura.
Non si tratta di misura delle proporzioni, ma di misura dell’anima.
L'immaginazione fertilissima e variamente combinata con serene ambientazioni rende singolari risultati.
I suoi dipinti ad olio risucchiano cadenze visive di un “iter” mentale, che ripercorre note passate, nonché utili riferimenti e dati attuali.
Emerge la voglia dell’operatore di corroborare la tela con campiture evidenziate da colori mai forti, mai accesi.
L’artista tende, inoltre, ad elaborare misure ed impronte, che possono esprimere rifrazioni e riflessi regolati dal cuore e dall’hinterland dell’anima.
Nei lavori, su tela o su carta, che suggeriscono frastagliate coste, paesaggi feraci o ambienti tranquilli si leggono ritmi mediterranei.
In altre combinazioni pittoriche si leggono variazioni europee e dinamicità mitteleuropee, mentre in altre, palesemente, si dichiara il richiamo ossequioso e riverente alla natura, che trapassa stili e codici.
Il pensiero pittorico di Franco Frassoni, oscillante tra pittura cosmica e pittura di naturalità, cadenza e motiva supposte trasparenze coloristiche e sostanzia candide atmosfere.
Azzurri trapassanti, verdi sottili ed altre cromie tenui c’indicano il navigar sottile delle leggerezze di tratto, trattenute da sospiri indecisi.
Ed, entrando con l’occhio nella rete compositiva, si coglie un preciso dettato di plurime combinazioni pulsanti, focalizzato da dosaggi variegati.
Frassoni riserva un notevole interesse per la materia, che intende trasferire, con levità, nel suo rapido e quotidiano esercizio pittorico nel suo studio.
Si susseguono anche fantasmi di eterni passaggi tutti uguali, di movimenti e spostamenti che lasciano innocue scie, energie che ammaliano, intontiscono, talvolta “fulminano” chi le vede.
Frassoni ha catturato “questi fantasmi”, tratti inconsueti, dove i più umani, anche, hanno il ricordo di un “qualcosa” che è già stato, che è già avvenuto e che sarà identico a sé stesso l’istante successivo.
Le parzialità sulle città, toccate e sfiorate dalla mano dell’artista, impressionano con le loro luci lontane, ma anche le loro ombre interessano.
Un tramonto, come qualsiasi profilo, è frammentario e discontinuo nella sua linea e segmentato dallo schianto della luce e così come ogni parola sembra soffiata, sussurrata, impressa in quello stoico destino che è l’assiduo compagno d’ogni viaggiatore, l’impronta lieve della sua ombra.
Franco Frassoni cerca di dare sostanza alle attese e coglie, nelle sue pitture ad olio, certezze acute di soglie e di limiti.
Ma fa di tutto perché un varco, un respiro, un’apertura animi la scena.
Il suo intendimento indugia, con muta discrezione, sull’esterno del mondo e mantiene un pudico contatto con il sentiero del limite, che non ravvede come soglia di preclusione.
Un sentimento di riappropriazione l’ha spinto a colmare la tela bianca ed, allora, perché non “leggere” le scene semplici della vita e raccontarle con colori diluiti ...
Il nostro vivere, con i sussulti quotidiani, mai pacifici, è controbilanciato da Franco Frassoni da una profonda presa di coscienza, orchestrata anche dalla disamina di ciò che si sedimenta.
Il “focus” della misurata azione pittorica di Franco Frassoni la si percepisce, ad esempio, nelle tele “Gazebo", "La fine del giorno", "Campagna dell'Ulster", "L'ospite spaziale", che prendono spunto da vene intimistiche.
Cala, poi, il suo interesse sulle odierne umane vicende tangendo una chiave più vicina a situazioni figurative legittime.

Maurizio Vitiello
Roma / Napoli, 2006


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