
Torino, 3 marzo 1945 Carissimo papà,
sono stato condannato alla pena di morte dal Tribunale Militare Straordinario. Non ti ho nociuto, ho fatto secondo i tuoi desideri. Nino (Alessandro Teagno, 23 anni, perito agronomo) |tratto da “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”, Einaudi Editore|
in esposizione nel corridoio del Braccio Femminile del Museo del Carcere “Le Nuove” durante la mostra-evento ParatIIIssima

in esposizione nel Braccio Femminile del Museo del Carcere “Le Nuove” durante la mostra-evento ParatIIIssima
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Non mi serbare rancore. Ho avuto una fede diversa dalla tua, ecco tutto. E muoio tranquillo, sorridendo, con un ideale puro.
Non devi disprezzarmi. Non ho fatto del male a nessuno, te lo giuro.
Perdonami se ti ho dato dei dispiaceri, come io perdono a te, per quanto in un primo tempo non avessi voluto dimenticare i torti che ti attribuivo.
Sii felice e perdonami ancora. Non sono stato un buon figliuolo… ma ho il cuore buono e tu non mi devi condannare. Via dunque i rancori, Papà. Io pregherò per te affinché tu sia felice.
Perdona alla mamma, perdona.
Ti abbraccio

in esposizione nel Braccio Femminile del Museo del Carcere “Le Nuove” durante la mostra-evento ParatIIIssima

le sbarre di una cella nel Braccio Femminile del Museo del Carcere “Le Nuove” durante la mostra-evento ParatIIIssima
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